Juventus, Pogba a La Stampa: ''Non sono nessuno''

Paul Pogba ha vissuto un 2015 importante, durante il quale è cresciuto sia a livello tecnico che caratteriale, diventando ancor di più oggetto del desiderio di mezza Europa. 3 trofei vinti nell’anno appena trascorso e una Champions League sfumata soltanto in finale, la prima della carriera per il nuovo numero 10 della Juventus.

Attraverso le colonne de La Stampa, il fenomeno francese ha commentato così questo “strano” inizio di stagione e i successi maturati : “Voglio tenere a mente gli ultimi mesi perché sono stati diversi dagli anni precedenti, in cui eravamo sempre primi e così terminavamo la stagione. Ora è diverso. Anche la finale di Champions, e in futuro voglio vincerla. Abbiamo perso, ma dagli errori e dalle sconfitte si impara. E’ difficile dire se siamo più forti o più deboli dell’anno scorso. Le altre si sono rafforzate, ma non abbiamo paura di nessuno”.

I bianconeri hanno affrontato tanti cambiamenti in estate, considerando le partenze di Pirlo, Tevez e Vidal: “Senza tre giocatori così importanti, siamo una squadra diversa. Altri giocatori hanno più responsabilità e ancor di più dobbiamo giocare come una squadra, e questo vale anche per me. Prima al mio fianco c’era Pirlo e ed era sempre marcato da un avversario. Ora, invece, sono io ad esser sempre marcato. Quella della Juve è una maglia pesante ed io voglio onorarla. Quando guarda la mia maglia, non vedo né il mio numero o il mio nome, ma vedo solo la Juve, con la voglia di dare il massimo e vincere”.

La sorpresa di questa Serie A 2015-16 è indubbiamente Paulo Dybala, ragazzo del ’93 (come Pogba) letteralmente esploso con la Vecchia Signora: “Non sono sorpreso, è il mio fenomeno. A me piacciono tantissimo i mancini: per questo ho cercato di imparare a tirare anche con il sinistro. Per me può vincere il Pallone d’Oro. Lo chiamo ‘Quadrato R2‘, i tasti con cui alla Play Station fai il tiro a giro: fa gol sempre così”.

Sorteggio di Champions sfortunato, ma chi arriva agli ottavi di finale del torneo continentale più prestigioso deve essere pronto ad incontrare qualsiasi avversario: “Poteva capitarci una squadra più debole, e questa è una cosa brutta. Ma c’è anche una bella: per molti partiamo già sconfitti, come nella semifinale contro il Real della scorsa stagione. Vidal? Più difficile giocare contro Arturo. Io non sono nessuno e ancora non ho fatto niente”.

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