Kakà torna al Milan, ma che fine ha fatto Digao (suo fratello)?

Il Milan ne ha viste davvero tantissimi di calciatori che arrivavano come promettenti e talenti dal futuro roseo, per poi andar via nella delusione e nell’anonimato più totale, che certamente sono frutto di quanto visto sul terreno di gioco.

Uno di questi è certamente Digao, a molti forse poco noto per le doti tecniche ma più per la sua parentela con la stella brasiliana Ricardo Kakà essendone il fratello: quando il forte trequartista nel 2004 arrivò in Italia, il padre procuratore da buon furbo quale è, inserì una clausola nel contratto con i rossoneri in cui dovesse rientrare un ingaggio anche per il fratellino. Si diceva che questo Digao fosse davvero un ottimo talento abile nel gioco aereo, e che magari poteva sanare i problemi difensivi del Milan.

Presentazione Kakà

In realtà in rossonero collezionerà appena 2 presenze ufficiali, salvo qualche amichevole estiva: nessuno di lui ricorda nulla, anche perché non riuscì mai a mettersi in mostra e a guadagnarsi la fiducia di mister Ancelotti. Nel momento in cui Kakà lasciò il Milan per lui iniziò il vero e proprio declino: dopo infatti essere stato preso dal Milan, viene mandato in prestito al Rimini, Sampdoria Primavera, Standard Liegi, Lecce e Crotone, dove però accumulerà neanche 10 presenze totali.

Dopo qualche mese di prova nel Red Bulls New York, attualmente Digao è svincolato, all’età di 28 anni: il padre, Bosco Leite, non è riuscito ad inserire nessuna clausola nel contratto del fratello col Milan che ha sancito il suo ritorno, ma sicuramente questo è uno di quegli esempi in cui sul fratello di un campione non solo pesa il paragone, ma anche gli evidentissimi limiti tecnici.

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