La voce del tifo: Allegri conquista la Juve e gli juventini

Chievo, Udinese, Malmo e Milan. La Juventus vince e la mano di Massimiliano Allegri si vede. La certezza che questa Juventus non fosse altro che il prodotto di Antonio Conte e che quest’anno vincesse perché meccanicamente metteva in pratica quanto trasmesso dall’ex bianconero, è andata via via trasformandosi nella convinzione che questa squadra esiste anche senza il neo ct della Nazionale e, ancor di più, che il nuovo allenatore Allegri è stato abile nel prendere in mano un gruppo già formato e nel mettere in questo gruppo qualcosa di unicamente suo.

Anche il comprensibile scetticismo nei confronti dell’ex rossonero sta poco a poco scomparendo, merito esclusivamente dei risultati che la Juventus sta portando a casa da questo inizio campionato: quattro vittorie consecutive, tre in campionato e una in Champions League, 6 reti fatte e 0 subite. Numeri importanti che hanno convertito anche quella parte di tifo che in “uno come Max Allegri” non ci avrebbe mai scommesso. “Solo gli stolti non cambiano mai opinione“, direbbe Mirabeau, storico rivoluzionario.

Meno cuore e più testa, meno istintività e più tecnica. Oseremmo dire che nella nuova Juventus di Massimiliano Allegri regna più serenità e rilassatezza che forse i ritmi serrati del salentino finivano per annientare. Meno tensione, ma stessa fame, stessa concentrazione sull’obiettivo: vincere. Sempre.

Ciò che maggiormente ha stupito di questa Juventus è l’incredibile percentuale di possesso palla che si traduce inevitabilmente in un numero bassissimo di palle concesse all’ avversario; la forza di un campione come Carlos Tevez sempre più trascinatore e sempre più numero 10, la voglia di dimostrare il valore sul campo a prescindere da chi sta seduto in panchina, la qualità mostrata dalla squadra anche in momenti di emergenza dovuti al susseguirsi di infortuni.

Sabato sera la Juventus è scesa in campo a San Siro privata di Barzagli, Pirlo e Vidal. Tre elementi che si sono rivelati fondamentali nella Juventus di Antonio Conte e la cui mancanza era stata sofferta dall’ intero gruppo. Nonostante questo i bianconeri hanno letteralmente schiacciato il Milan chiuso per quasi novanta minuti nella propria metà campo e al quale è stata concessa solo qualche ripartenza, giusto per scaldare Buffon altrimenti inoperoso da fine Agosto.

Questa non è più la Juventus di Antonio Conte, questa è la Juventus di Massimiliano Allegri che senza presunzione si è messo alla guida dei bianconeri s consapevole che le vittorie sarebbero state la strada più “semplice” per entrare nel cuore dei tifosi. Nessun fischio, come promesso a inizio campionato dai capi ultras bianconeri, ma tanti applausi e un affetto crescente. Allo stesso modo non è mai stato fatto alcun accenno nei confronti dell’ex tecnico, i tifosi preferiscono tacere o scambiarsi un’occhiata che vale più di mille commenti. La ferita per molti ancora brucia, ma oggi non è escluso che l’antidoto potrebbe chiamarsi Max Allegri.

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