La voce del tifo: nessun favoritismo, Buffon immenso, Pirlo magistrale

E che nessuno ci venga a dire che ieri sera la Juventus è stata favorita. E non veniteci a raccontare che l’arbitro è stato ancora una volta costretto a cedere alla sudditanza della Vecchia signora. Un gol annullato, realizzato da Osvaldo, nettamente regolare. Un rigore negato ai bianconeri a seguito di un più che evidente fallo di mano di Antonelli, lo stesso identico fallo che, pochi minuti dopo, ha visto assegnare un penalty agli avversari, questa volta il colpevole è Arturo Vidal.

La Juventus, ieri sera, è stata unicamente favorita dall’immensità di Gigi Buffon, dalla maestria e dalla classe di Andrea Pirlo, due top player che, seppur ultra trentenni, sono lontani dall’essere finiti e che rappresentano per la Juventus un valore aggiunto. Il primo para un rigore a Calaiò, il secondo pennella una punizione magistrale a pochi minuti dalla fine. E’ fatta, tre punti e tutti a casa.

Peccato per la scandalosa telecronaca a cui hanno dovuto assistere coloro che hanno seguito la gara commentata da Beppe Bergomi sui canali Sky: fastidioso il tentativo di difendere a tutti i costi i rossoblu condannando la Juventus anche laddove l’errore arbitrale a scapito dei bianconeri era clamorosamente evidente.

Una gara ostica quella che i bianconeri hanno dovuto affrontare al Marassi di Genova, tanto agonismo e poca tecnica, qualche elemento un po’ troppo fuori forma. Ma è il carattere quello che in campionato ha sempre distinto la Juventus, quella voglia di vincere che ti fa lottare fino all’ultimo minuto. La stessa convinzione che i tifosi si aspettano di vedere anche giovedi sera al Franchi nel match di ritorno di Europa League che vedrà i bianconeri fronteggiare nuovamente la Fiorentina di Vincenzo Montella, forte di una vittoria rimediata ieri sera contro il Chievo Verona.

Perché si, il record di punti, come direbbe Conte, conta, ma anche alzare i trofei ti regala grandi soddisfazioni. E i tifosi della Juventus hanno un estrema voglia di ri-vedere una coppa alzarsi al cielo. Nel frattempo godiamoci i tre punti, ma pensiamo anche al futuro. Nessun ordine di priorità, solo l’imperativa necessità di guadagnarsi un posto ai quarti di finale.

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