Le frasi più celebri di Josè Mourinho all'Inter

L’uomo del Triplete, lo “Special One” che faceva ammattire e divertire giornalisti e tifosi con le sue frasi ad effetto. Josè Mourinho, l’allenatore portoghese ha scritto la storia dell’Inter. Ecco una raccolta delle sue frasi più celebri quando era allenatore dei nerazzurri. Tante le vittime delle sue battute, da Lo Monaco a Ranieri, dal suo attacco a Balotelli prima della finale di Champions del 2010 alla famosissima battuta con la quale si è presentato ad Appiano Gentile.

Ecco le frasi più celebri di Josè Mourinho all’Inter:

  1. «Ma io non sono un pirla» – 2008 – Conferenza di presentazione
  2. «Ho sempre detto che i miei giocatori sono i migliori del mondo: l’ho fatto quando allenavo una piccola squadra, l’ho fatto al Porto e poi al Chelsea. Ora i migliori del mondo sono i calciatori dell’Inter» – 2008
  3. «Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me» – 2008
  4. «Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri» – 2008
  5. «Ho studiato l’italiano cinque ore al giorno e per molti mesi al fine di poter comunicare alla perfezione con voi, la squadra ed i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per cinque anni ed ancora faceva fatica a dire “buon giorno” e “buona sera”» – 2008
  6. «Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L’Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l’Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto» – 2009
  7. «A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale» – 2009
  8. «Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l’intervallo e parla dopo la partita: è “primetime”, è amico di tutti» – 2009
  9. «Posso lavorare di più. Quello che non posso fare sono i miracoli: io non sono Merlino o Harry Potter» – 2009
  10. «Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti» – 2009
  11. «Due per noi e zero per gli altri, dico questo con la stessa tranquillità di chi accetterebbe “Inter zeru tituli”, due per noi e uno per la Lazio, per la Juve zero e Milan zero, però questo è il calcio» – 2009
  12. Su Javier Zanetti: «Sapevo che è una forza della natura, ma non pensavo fosse questo uomo. E poi il suo passaporto deve essere sbagliato. Non può avere 36 anni, devono essere al massimo 25-26» – 2009
  13. «Nella storia della Champions c’è un solo club e un solo allenatore che erano sul tre a zero e hanno perso la finale» – 2010
  14. Sulla Juventus: «Area con venticinque metri ce n’è solo una in Italia» – 2010
  15. Prima della finale di Champions: «Balotelli è qua per colpa di Stankovic, che ha pianto perché voleva venire. Gli ho detto “Cosa vuoi venire, a fare le vacanze? Non puoi giocare. Allora, se vieni tu vengono tutti e sono tutti convocati»

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