Lotta Scudetto, Mandzukic: ''Grande reazione della Juventus''

Tornato finalmente ai suoi livelli e sempre più decisivo, Mario Mandzukic ha parlato ai microfoni del quotidiano croato Sportske Novosti, commentando questo “particolare” inizio di stagione: “Siamo partiti bene, vincendo la Supercoppa, in cui ho anche segnato, e sembrava che tutto andasse bene, ma nelle prime giornate di campionato abbiamo perso 2 partite e ne abbiamo pareggiata una e, poiché la Juve non è abituata a questi risultati, sono cresciute le tensioni. E’ stato un brutto periodo per me e la squadra, in cui ho giocato e poi mi sono infortunato, con un’infezione che mi ha debilitato e mi sono trovato in un periodo in cui non riuscivo a vedere una via d’uscita. Non cercavo alibi, contro l’Udinese ho colpito un cartellone pubblicitario con il gomito e mi hanno curato, ma poi la ferita ha iniziato a fare male e preso un’infezione, e per questo ho dovuto prendere gli antibiotici e ho accusato il dolore per 2 mesi, in cui mi sentivo debole”.

Il croato ha parlato dell’Atletico Madrid, squadra da cui la Juventus lo ha prelevato in estate: “Stavo facendo bene finché non mi sono infortunato, ma ho forzato i tempi di recupero ed ho sbagliato. Sono stato bene a Madrid. Mi sono trovato bene con l’allenatore, la squadra, la città, la vita, il campionato. Quando non sono al 100% non rendo al massimo. Molti hanno scritto di un cattivo rapporto con l’allenatore, ma era tutto falso. Simeone è sempre stato leale, supportandomi e incoraggiandomi. L’Atletico voleva tenermi, ma le voci su un mio cattivo rapporto con Simeone hanno portato tante squadre su di me”.

Perchè il numero 17 ha scelto proprio la Juve? “Mi piace affrontare sfide nuove e difficili, mi sarebbe piaciuto restare di più a Madrid, ma con il passare con il tempo ho capito che sarebbe stato meglio per me e l’Atletico considerare l’offerta della Juve. Avevo parlato con la Juve prima dell’Europeo del 2012, ma si presentò il Bayern e sono andato lì, poi tre anni dopo sono arrivato a Torino. Rispettavo la Juve già prima di arrivare qui. Avevo conosciuto Barzagli al Wolfsburg, mentre gli altri li ho incontrati affrontandoli tra le nazionali e i club: Buffon era il mio idolo da bambino, con Chiellini ho avuto bei duelli. Conoscevo la Juve e questo mi ha spinto ad accettare l’offerta”.

Sul rapporto con Allegri ha poi aggiunto: “Il mister mi ha aiutato, insistendo per il mio arrivo e mi è stato vicino nel mio periodo difficile. Appena arrivato a Torino, ho capito quanto fosse grande questo club. La Juve è un’istituzione, sempre seguita dai media, una crisi di risultati, dopo 4 anni di vittorie, genera tensione, ma sono rimasto impressionato dalla reazione dei dirigenti, che si sono limitati a spronarci ad impegnarci al massimo per far tornare la Juve ai suoi livelli”.

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