Maldini sul suo futuro: "Potrei lavorare solo al Milan o in Nazionale"

I Mondiali in Brasile sono in pieno svolgimento e, in attesa che l’Italia scenda in campo per il suo secondo match, Paolo Maldini, che di partite e Mondiali con la maglia della Nazionale ne ha giocati in carriera, dice la sua sul debutto azzurro, torna a parlare del suo futuro e del Milan e lo fa in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Maldini, qualche tempo fa, era stato vicino sia a un ritorno al Milan, nelle vesti di dirigente, sia a un ritorno in Nazionale, come team manager degli azzurri, nessuno dei due progetti poi si concretizzò. Nonostante ciò, l’ex difensore rimane fedele alle due squadre e, anche se le scarpette sono state appese al chiodo ormai da qualche anno, vorrebbe continuare sotto altre vesti il percorso intrapreso da calciatore: “Ho avuto la fortuna di vivere della mia passione e di farlo esclusivamente per due maglie, quella del Milan e quella della Nazionale”, il futuro risulta dunque chiaro: Non potrei lavorare in nessun altro posto se non quelli”.

Parla quindi dell‘Italia e del match vinto contro l’Inghilterra: “E’ stata una bellissima partita, nonostante i dubbi della vigilia. Evidentemente Prandelli e i giocatori avevano le certezze. Adesso bisogna stare attenti più al Costa Rica che all’Uruguay. Quello messo in campo contro l’Inghilterra è stato un gioco intelligente e adattato al clima”. Quindi si sofferma sui singoli giocatori: “Pirlo, soprattutto se fa caldo, è la chiave; Balotelli è partito alla grande, potrebbe essere il giusto Mondiale per consacrarsi; Candreva è un giocatore sottovalutato”. Insomma, Maldini ha le idee chiare sia sul suo futuro, sia sulla Nazionale e sui Mondiali.

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