Marchisio su Twitter: "La Juve per me? Vittorie, famiglia, storia"

La Juventus per me? Tre parole? Vittorie. Famiglia. Storia“. Cosi oggi Claudio Marchisio su Twitter. Una volta al mese, infatti, i tifosi bianconeri, possono parlare con i propri idoli attraverso i social network grazie all’account twitter della Juventus. Possono fare qualsiasi domanda al proprio idolo e quest’ultimo risponderà, ed oggi è toccato a Claudio Marchisio, il principino, ormai diventato Re, come lui stesso si definisce: ” Lasciamo Principino, anche se ho appena compiuto 29 anni… Si diventa grandicelli e ci si avvicina al Re“.

Molti tifosi ma soprattutto tifose si sono scatenate, chiedendogli tante curiosità, riti scaramantici, ecc. Ecco alcune delle sue risposte. Gli viene chiesto il momento memorabile da quando gioca alla Juve: “Due ore prima di Palermo-Juve del 2012, quando Amauri con la Fiorentina segnò al nostro attuale allenatore… “, mentre la partita più bella: ” Direi Juve-Milan 4-2 nella seconda stagione con Ranieri“. La partita che avrebbe voluto disputare nel passato è: “Sicuramente Juve-Ajax del 1996, finale di Champions League a Roma“. Il momento più importante della sua carriera calcistica: “L’anno con Ferrara, la prima vera stagione da titolare, durante la quale ho anche esordito in Nazionale“.

Poi si passa alle curiosità: gli viene chiesto come riesce a conciliare i suoi impegni da calciatore a papà e marito e Marchisio non ha dubbi: “Semplice: gli allenamenti non durano tutto il giorno e così ho tempo per la mia famiglia“. Un pregio e un difetto di Marchisio? ” Come pregio direi che ascolto molto. Un difetto? Sono troppo buono“.  Gli chiedono perché abbia scelto l’ 8 come numero di maglia e se avesse qualche significato: ” Da bambino giocavo in attacco e sognavo il 10, ma per il mio ruolo era il più indicato l’8. E poi era quello di Gerrard“.

Infine, gli viene chiesto qual è per lui il calciatore più forte di tutti i tempi: ” Non voglio dire Maradona o Pele, li ho visti solo in cassetta… Dico Cristiano Ronaldo per la sua continuità“.

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