Milan 2014/2015: Honda non convince Seedorf, in bilico il suo futuro?

Per il Milan ora la strada è nettamente in salita per l’Europa League, obiettivo “di ripiego” dopo il fallimento della prima parte di stagione in cui i rossoneri non sono riusciti in alcun modo a macinare buon gioco. La squadra di Clarence Seedorf è ora chiamata a cacciar fuori gli artigli e ad aggredire qualsiasi avversario gli ostacoli il cammino ed il prossimo, in ordine di tempo è quell’Udinese che già ha fatto male al Milan in Coppa Italia a San Siro.

Da ora in avanti il tempo per gli esperimenti e le prove potrebbe non essere più tantissimo e dunque il tecnico olandese avrà bisogno di uomini al top della forma e che possano comunque essere utili alla causa: bene Taarabt che assieme a Rami si è dimostrato un ottimo acquisto in inverno, Essien è ancora al lavoro per migliorare la sua condizione, mentre Honda resta la grande incognita. Tutti, tifosi e staff tecnico, fin dal primo giorno al Milan si sono attesi tante e grandi cose dal calciatore orientale che certo arrivava a San Siro con un curriculum di tutto rispetto.

Purtroppo l’impatto col campionato italiano è stato a dir poco traumatico per un calciatore che da qui a fine stagione è chiamato ad invertire la rotta: chiamato in campo per gli ultimi venti minuti anche contro la Juventus, il nipponico ha mostrato evidenti limiti, forse più caratteriali, a dispetto di una grande tecnica. Infatti non ha retto molto la pressione in queste settimane e contro i bianconeri ha annullato i passi avanti fatti contro la Sampdoria. Contro la Juve tanti palloni sbagliati e l’impossibilità di regalare palloni giocabili ai compagni.

A rincarare la dose ci sono anche le parole di mister Seedorf a fine gara che ha fatto trasparire una certa delusione da parte di Honda da cui si aspettava altro. Sicuramente va tenuto conto dell’impatto con la serie A, mai facile per nessuno (pensiamo ai primi anni di gente come Zidane o Pastore) ma allo stesso tempo ad oggi al Milan serve il vero Honda, chiamato a “svegliarsi” e a dimostrare di valere la chiamata da un club di serie A.

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