Milan, Abatantuono: "Cessione? Servono gli osservatori dell'Udinese"

La notizia di un presunto interesse da parte di imprenditori stranieri all’acquisto del Milan ha destato più di una reazione da parte di tutto l’universo rossonero. Anche Diego Abatantuono, attore e tifoso rossonero di lunga data, è intervenuto per raccontare le sue impressioni in merito ad una possibile cessione del club rossonero,  raggiunto ed intervistato da Mi-Tomorrow.

Queste le sue considerazioni:” Tutto dipende da chi acquista. Berlusconi, vista l’età avanzata, non vuole più occuparsi della squadra, oppure non ha più soldi da investire; probabilmente chi dovrebbe gestire il club al suo posto non è ancora pronto per farlo”. Si potrebbe trattare di un riferimento indiretto a Barbara Berlusconi, che negli ultimi tempi si è affiancata ad Adriano Galliani nella gestione del club, finendo più di una volta nel mirino delle critiche.

Il comico non manca inoltre di fornire un consiglio relativo all’organizzazione societaria ed in generale alla politica di mercato rossonera: “Io -ha proseguito Abatantuono- più che pensare ad una cessione, prenderei degli osservatori come quelli che lavorano per squadre come l’Udinese, il Palermo o il Chievo.

Anche Abatantuono inoltre, come molti altri illustri tifosi milanisti prima di lui, sembra individuare il problema principale del Milan attuale nell’eccessiva aspettativa generata dalla società rossonera, rea di promettere ai suoi tifosi traguardi difficilmente raggiungibili con la rosa attualmente a disposizione. Questa la sua idea, con tanto di battuta finale:” Prenderei un allenatore funzionale alle caratteristiche dei giocatori presenti in rosa, dichiarando di puntare ad una posizioni di metà classifica. In questo modo non si corre il pericolo di illudere i tifosi e di andare incontro a figuracce, come quelli che sono vestiti da gran sera ma che sotto hanno un papillon con l’elastico e solo la pettorina della camicia. Come fa oggi questo Milan”.

Bisogna badare al sodo quindi e progettare una costruzione oculata della rosa, in virtù soprattutto dell’allenatore che si sceglie per il gruppo. Solo in seguito si possono fissare degli obiettivi tangibili e che siano realmente alla portata del Milan.

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