Milan: Calciomercato, Inzaghi e i fantasmi del passato

Resistere al potere del tempo è difficile, molto difficile. Il passare degli anni segna inesorabilmente il volto di ognuno di noi e la stessa cosa sta accadendo al Milan. Con le bocce del mercato di riparazione (o rifondazione, se preferite) ormai ferme, si possono tirare le prime conclusioni.

Dispiace scriverlo, ma il Milan sembra avere perso l’appeal di un tempo. Dichiarazioni di circostanza a parte, anche la firma sul contratto da parte di Mattia Destro è stata circondata da un certo alone di insicurezza. Non si è mai, mai, visto Adriano Galliani scendere in prima linea per convincere un ragazzo di sicuro talento, ma ancora inespresso e sicuramente con notevoli ampi di miglioramento. Solo un decennio fa il Milan era il Milan. Ora la concorrenza ha tanti volti, perfino quelli di club meno blasonati, anche se più ricchi, come Arsenal o Atletico Madrid.

Dicevamo del mercato. Galliani ha regalato a mister Inzaghi cinque volti nuovi, costringendo il tecnico a rivedere il proprio credo. Addio (molto probabilmente) al 4-3-3 di inizio stagione in favore di un 4-4-2 più “provinciale”, ma più solido. In realtà lo stesso modulo che fece le fortune di Sacchi e Capello, in un’era molto lontana. Se la difesa a quattro è un dogma a Milanello, sembrano lontani i tempi del 4-2-fantasia, sempre per citare Galliani, con una batteria di stelle come Kakà, Pirlo, Seedorf, Ronaldinho, Huntelaar, Pato, Borriello e proprio Inzaghi a contendersi i posti in avanti.

Meglio passare a un centrocampo a quattro con esterni di ruolo, Cerci a destra e Bonaventura a sinistra, e la classica coppia del calcio italiano in avanti, l’ariete (Destro o Pazzini) con un “piccolo” di qualità alle spalle (Menez). Tutto questo in attesa che Honda ritrovi la forma migliore ed El Shaarawy salute e continuità. Il Milan, insomma, ritorna al passato, ma i fantasmi di ciò che è stato possono essere un fardello pesante per mister Inzaghi.

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