Milan, cosa fare per svoltare la stagione?

Potevano essere dodici punti facili da conquistare, ma le ultime quattro partite contro squadre in lotta per la salvezza hanno portato in dote al Milan solo cinque punti e tante polemiche.

La cosa che sicuramente è saltata maggiormente all’occhio di chi ha visto la partita di ieri pomeriggio è la difficoltà del Milan di concretizzare. Le reti di Carlos Bacca hanno fatto sì che l’attacco non finisse spesso sul banco degli imputati, ma quello a cui si è assistito ha del clamoroso: infatti, tutti i giocatori offensivi del Milan che hanno messo piede in campo hanno avuto almeno un’occasione da gol clamorosa e nessuno l’ha messa dentro.

Se per quanto riguarda la partita con il Bologna è stata l’inconcludenza offensiva a determinare la sconfitta, molto spesso in questo campionato sono state invece carenze difensive o in fase di impostazione a mettere non poco in difficoltà i rossoneri: infatti, il Milan, con le sue 22 reti subite, è la decima peggior difesa del campionato  e la peggiore se si prendono in considerazione solamente le prime sette della classe.

Se il passaggio al 4-4-2 ha portato in dote un maggiore equilibrio che favorisce leggermente la fase difensiva, sicuramente non ha ovviato alle carenze in fase di impostazione.  Prima del match Adriano Galliani, interpellato sul possibile approdo in rossonero di un nuovo centrocampista, aveva dichiarato che è impossibile inserire un altro centrocampista centrale perché ne sono presenti già troppi in rosa, il ché è vero, ma tra i tanti centrocampisti non c’è nessuno in grado di prendersi cura della regia: infatti, Bonaventura è stato dirottato con ottimi risultati sulla fascia, De Jong non ha la qualità giusta, Bertolacci è spesso poco intraprendente e comunque ha ben altre caratteristiche mentre Montolivo, l’unico che potrebbe avere discrete doti di playmaking in virtù della sua qualità tecnica, non ha mai dimostrato di saper dare grandi geometrie alla squadra.

Oltre che delle falle nella rosa, i risultati non eccellenti son figli anche di un ambiente che oramai da qualche anno non è più sereno e produttivo. Mihajlovic è il quarto allenatore a sedere sulla panchina del Milan in due stagioni e, come tutti quelli che si sono avvicendati prima di lui, sta lavorando in un clima di totale incertezza sul suo futuro. Certamente doveva aspettarselo vista la situazione del club e le cifre investite sul mercato, ma certamente non responsabilizza abbastanza i giocatori mettere continuamente sulla graticola il tecnico.

Staremo a vedere quali saranno le mosse della società per raddrizzare una stagione che rischia di vedere il Milan ancora una volta fuori dalla zona Champions League.

Leggi anche: