Milan, è giunta l'ora di dare spazio ai giovani talenti

C’era una volta il Milan del famigerato “progetto giovani”, una nuova linea societaria, in larga parte dovuta alla scarsa volontà presidenziale di rimpolpare le casse della società, che prevedeva l’innesto graduale di giovani promettenti o affermati all’interno della rosa.

Lo scorso anno era il primo in cui si è cercato di abbattere drasticamente l’età media della squadra ed infatti le statistiche lo confermano. Nella stagione 2011-2012 l’età media era 28,2 mentre nella scorsa stagione si è giunti a 26,4: un dato incoraggiante se collegato anche alla riduzione dei costi che ha portato il bilancio societario in sostanziale pareggio. Il tutto è stato avvalorato anche da un terzo posto conquistato “sul campo” e quindi sembrava che la rinascita sotto una nuova luce fosse già iniziata.

Il mercato dell’estate appena terminata ha lasciato qualche dubbio nei tifosi rossoneri, sia per la qualità di alcuni dei giocatori sia per la loro età; infatti sono arrivati ad esempio Matias Silvestre (29), Ferdinando Coppola (35), Alessandro Matri (29), Valter Birsa (27) ed il figliol prodigo Ricardo Kakà (31), i quali con tutto rispetto non rientrano in nessun modo in una logica di ringiovanimento. Le uniche due eccezioni sono state Andrea Poli, classe ’89, e Riccardo Saponara, talento del 1992 ma che ancora viene usato col contagocce un po’ per i vari infortuni capitatigli e un po’ per scelta tecnica.

I risultati di questa nuova stagione 2013-2014 hanno dato adito alle critiche di una parte della tifoseria, infatti dopo appena 12 giornate la squadra rossonera veleggia nelle parti anonime della classifica con uno score da far rabbrividire anche i più indulgenti ottimisti: la media punti è da retrocessione con 1,09 a partita.

Bryan Cristante

Una stagione ormai compromessa con distanze siderali persino dalla zona Europa League, che vede adesso la Fiorentina avanti al Milan di ben 11 punti, quindi tanto vale aspettarsi una stagione anonima ma che porti dei benefici almeno nel medio termine: una risposta potrebbe essere l’inserimento in pianta stabile di alcuni giovani della Primavera. Nella partita di ieri il primo minimo segnale c’è stato e nei minuti conclusivi c’è stato l’esordio in Serie A di Bryan Cristante, astro nascente del nostro calcio e che viene invidiato dalle più importanti squadre europee, Roma e Chelsea su tutte.

Questo dovrebbe essere solo il primo tassello di una vera “rivoluzione dei giovani” e nelle squadre rossonere i talenti ci sono e vanno sfruttati: mi riferisco in particolare a Andrej Modic, altro centrocampista di eleganza sopraffina, a Luca Iotti, difensore centrale, a Maks Barisic, ala destra in prestito dal Catania ma che dovrebbe essere riscattato, e al più giovane Hachim Mastour, classe ’98 eletto miglior talento mondiale del 2013.

Il futuro dei colori rossoneri passa bene o male da qui oltre che da una nuova gestione societaria e da una nuova idea di fare acquisti: solo così possiamo tornare a vedere un Milan più competitivo e non una squadra blanda e senza spirito come quella di ieri.

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