Milan, Montolivo lo specchio della crisi rossonera

La pesante sconfitta subita all’Olimpico contro la Lazio ha ufficialmente aperto, se ancora c’erano dubbi, la crisi del Milan. L’emblema di questo momento no dei rossoneri è rappresentato da Riccardo Montolivo. Il giocatore che doveva dare qualità, con le sue geometrie, con le sue giocate e le sue invenzioni, si è rivelato invece il vero anello debole della squadra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata al 6′ del secondo tempo quando con uno sciagurato retropassaggio ha servito a Klose l’assist perfetto per il 2-1 Lazio che ha dato il “la” alla disfatta milanista.

Contro i biancocelesti, complice anche l’assenza di De Jong, Inzaghi lo ha spostato nella posizione di regista centrale, teoricamente il ruolo più congeniale all’ex Fiorentina. I risultati, però, sono stati pessimi. Montolivo non è mai riuscito a prendere in mano le redini del gioco, è stato sempre perennemente in affanno contro il centrocampo laziale e come se non bastasse ha lanciato in porta Klose per il gol che ha tagliato definitivamente le gambe al Milan. Non è solo colpa sua ovviamente, ma è lo specchio di questa crisi.

I motivi di questa involuzione sono certamente legati all’infortunio alla tibia patito con la nazionale il 31 maggio che lo tenne fuori dai campi di gioco per sei mesi. Dal suo ritorno in campo contro l’Udinese Montolivo non è più riuscito a trovare la condizione fisica dei giorni migliori e nelle ultime 4 partite disputate nel nuovo anno sono usciti fuori tutti i suoi limiti attuali. Colui che doveva essere l’arma in più di questa squadra con le sue invenzioni si è rivelato il contrario.

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