Milan News: Stephan El Shaarawy e i motivi della rinascita

Il derby della Madonnina e soprattutto il Milan ritrovano un protagonista atteso ormai da troppo tempo, ovvero Stephan El Shaarawy. Il talento italo-egiziano è prima tornato al gol in campionato dopo 622 giorni di astinenza e poi si è ripreso la maglia della nazionale tornando alla ribalta nel calcio che conta. Due partite che hanno fatto vedere a sprazi lo straripante El Shaarawy ammirato due stagioni fa, certo il livello non è ancora quello ma il Faraone sembra essere finalmente tornato dopo un periodo di anonimato.

Uno dei motivi di questa rinascita sono sicuramente le prestazioni. Sono bastate le partite, peraltro molto convincenti, contro Sampdoria e Croazia per far diventare El Shaarawy di nuovo il calciatore principale su cui investire per il futuro, sia per il club rossonero che per la nazionale. Ma i meriti vanno attribuiti anche a Inzaghi e Conte che hanno deciso di puntare sul suo talento e di valorizzarlo al massimo dedicandogli tempo e pazienza. Sia il tecnico del Milan che il C.T. della nazionale infatti lo spronano continuamente a dare il massimo facendogli sentire costantemente la loro fiducia.

Il segreto di questa, seppur ancora parziale, rinascita del Faraone è dovuta alla tranquillità e alla serenità che gli ha trasmesso il mister. In una vecchia intervista, Inzaghi sosteneva che Stephan fosse un giocatore diventato grande troppo presto e avesse bisogno del giusto tempo per crescere. Il messaggio che viene lanciato all’opinione pubblica è quindi quello di non pretendere dal giovane attaccante sempre delle prestazioni fenomenali, altrimenti si rischia, in un eventuale momento di difficoltà, di ingigantire troppo la cosa minando la stabilità mentale del giocatore com’è accaduto in passato. Proprio per questo e per il bene dell’intero movimento calcistico del nostro paese, Antonio Conte ha deciso di “collaborare” con Inzaghi seguendo questa linea, affinché il talento di El Shaarawy possa esplodere definitivamente. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, ma la strada intrapresa dai due tecnici sembra essere davvero quella giusta.

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