Milan-Palermo, una sfida per mantenere il terzo posto

La decima di campionato mette di fronte i rossoneri al Palermo. Il Milan è terzo ma senza gloria, il pareggio di Cagliari ha battezzato una squadra senza sale e tanto meno pepe, che ha portato a casa un punto per mano di un cross fortunoso di Bonaventura trasformatosi in divina provvidenza dietro le spalle di Cragno.

Una Milan che non convince, soprattutto davanti dove El Shaarawy e Torres cercano spasmodicamente un goal che sembra non arrivare mai. Il Nino ha collezionato solo un goal con la casacca rossonera, ormai tempo fa, troppo. Quel che colleziona adesso sono solo fischi. Per il Faraone si avvicina il traguardo dei due anni senza goal, certamente non il traguardo che Pippo si aspettava. Ma l’ex numero 9 rossonero pare voler dare ancora fiducia a ElShaa che contro il Palermo ci sarà.

La partita con i siciliani guidati da Iachini è una sorta di ultima spiaggia, c’è da capire se questo terzo posto il Milan lo merita davvero o se è un risultato bugiardo, frutto di fortuite circostanze condite da qualche guizzo qua e là o se la squadra ha davvero la personalità per ambire alla permanenza in “zona Europa”. Contro il Palermo l’imperativo, tanto per cambiare, è vincere, senza ma e senza se. La vittoria consentirebbe ad Inzaghi la permanenza al terzo posto, insieme a Lazio, Samp e Udinese in caso di rispettive vittorie. Attualmente il Napoli detiene il bronzo sul podio della massima serie, dietro Roma e Juventus. Una situazione ottimale, ghiotta, che il Milan deve centrare in pieno se vuole avere un minimo di credibilità e dare un segnale.

Centrocampo tutto da rivedere per Pippo che, alle assenze di Muntari e Bonaventura, risponderà con Van Ginkel, Poli e De Jong. Menez finto nueve sarà invece affiancato da Honda ed El Shaarawy, Torres fuori per recuperare da un fastidio ad una caviglia. Pazzini l’eterno escluso, salvo cambi di modulo in corsa. Il Milan sulla carta è favorito ma il Palermo in passato ha dimostrato di saper espugnare San Siro se necessario. Vietato sbagliare, vietato uscire dal Meazza senza i tre punti in mano. E, soprattutto, vietato scivolare rovinosamente dallo scalino del terzo posto che, viste le aspettative iniziali, è davvero oro.

Leggi anche: