Milan-Parma 2-4, problemi di "memoria": da Cassano a Balotelli

Per qualsiasi tifoso del Milan, una domenica come quella vissuta in occasione della sfida contro il Parma non poteva non essere una domenica “particolare”. Non parliamo di sfide scudetto o di gara di primo livello, ma bensì di una partita chiave per cercare di salvare una stagione che è partita male e sta finendo ancora peggio, cosa di per sé impensabile visto il primo Milan di Allegri: la speranza di battere il Parma era cresciuta dopo il gol del pareggio di Balotelli, ed infranta sul tacco di Amauri che potrebbe regalare il sogno Europa ai gialloblu di Donadoni.

Sconfitta pesantissima, in chiave classifica oltre che per il risultato e protagonista assoluto sicuramente quel Cassano che già in settimana aveva mostrato il suo amore per l’Inter e l’indifferenza per i rossoneri: come se non bastasse, la domenica dei tifosi milanisti è stata “animata” dalla vivace ma civilissima contestazione dei tifosi che anche dopo la gara si sono soffermati a parlare con calciatori e staff tecnico. Uno scempio che mai un tifoso rossonero avrebbe potuto pensare di vivere, eppure le cose stanno andando peggio del previsto.

A fine gara però c’è spazio per parlare di quella “memoria” che spesso viene messa da parte volontariamente ma anche offuscata dalle gesta del presente: e così le parole di Galliani (“La contestazione è ingenerosa, i tifosi non hanno memoria forse di quanto fatto nel recente passato”) possono creare sentimenti vari nei tantissimi sostenitori del Milan. Perché sì, c’è chi pensa al passato dicendo grazie alla dirigenza, ma c’è anche chi (forse la maggior parte) ha sempre detto grazie, ma ora chiede di poterlo dire ancora in futuro, magari con l’acquisto di campioni e non con i soliti “parametro zero”.

A parlare di “memoria” impossibile non citare anche quel grande campione di Antonio Cassano: peccato, perché dopo una partita del genere avrebbe meritato gli applausi di qualsiasi tifoseria avversaria, ed invece ha la capacità di farsi “odiare” da chi gli è stato vicino nel momento più delicato della sua vita. Una lezione di quello che è stata la sua esperienza in rossonera andrebbe fatta anche a Cassano. E magari mettiamogli come compagno di banco anche la moglie…

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