Milan: quando i "bidoni" possono diventare top player

Il Milan nel corso degli anni ha dimostrato di saper rilanciare calciatori per molti considerati a fine carriera o dei veri e propri bidoni: partendo da un passato non troppo remoto si può pensare ad Andrea Pirlo, che all’Inter era un vero e proprio scarto, ma anche a gente come Dario Simic, che in rossonero è stato protagonista di buone annate da comprimario, fino ad arrivare ai vari Seedorf e Pazzini, sempre giunti dai cugini nerazzurri e che al Milan hanno vissuto ottime stagioni.

In tempi di crisi e di acquisti low cost, anche il Milan di Berlusconi ha dovuto stringere la cinghia: addio a nomi altisonanti in ogni sessione di mercato, concedendosi un lusso ogni tanto (Balotelli, ma anche Kakà) perché la squadra di calcio ai giorni nostri può essere considerata una vera e propria azienda in cui ricavi e uscite vanno bilanciate attentamente.

Kevin Constant

Perciò nelle ultime stagioni sono passati per Milano nomi anche sconosciuti ai più, ma che hanno saputo far bene: esempio ne sono Constant e Muntari, due calciatori arrivati al Milan in modo marginale e che hanno saputo in due stagioni diventare veri punti di riferimento. Il primo sta diventando sempre più un terzino affidabile, mentre il secondo trova anche il gol con facilità. Oltre ad esse si può fare anche il nome di Birsa che già ha regalato 6 punti con i suoi 2 gol stagionali, per poi arrivare a Nocerino che però nella stagione scorsa è molto calato in quanto a rendimento.

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