Milan-Torino è la prima partita della Serie A 2016/17. Sinisa Mihajlovic torna da avversario dopo l’esonero di alcuni mesi fa.

L’astinenza da campionato sta per finire, questo weekend si aprirà il sipario sulla Serie A 2016/17. Per il Milan la prima stagionale rappresenterà subito un confronto con il suo recente passato: infatti, a far visita ai rossoneri sarà il Torino di Sinisa Mihajlovic che, dopo la stagione caratterizzata da luci e ombre vissuta l’anno scorso a Milanello, ha intrapreso questa nuova avventura con i granata.

Sono in molti a considerare non fallimentare l’esperienza di Mihajlovic al Milan ed effettivamente il suo esonero non ha portato in dote niente di buono alla squadra. Tra i tanti allenatori passati sulla panchina rossonera in questi ultimi disgraziati anni, il serbo è sicuramente tra quelli maggiormente esperti e sul quale, visti  anche gli investimenti sul mercato, si riponevano maggiori aspettative.

Come dimostrato abbondantemente dalla scorsa stagione, i tanti soldi spesi nella scorsa sessione estiva di mercato non hanno messo una pezza alle enormi lacune nella rosa milanista. Nonostante ciò, il Milan nei primi mesi del 2016 ha messo in fila una serie di risultati davvero importanti come la vittoria per 3-0 nel derby contro l’Inter, oppure i risultati utili contro Roma, Fiorentina e Napoli o l’ottima prestazione, seppure sfociata in una sconfitta, contro la Juventus, sfida che è stata fatale per l’ex tecnico di Sampdoria e Fiorentina.

Non va dimenticato che Mihajlovic ha trascinato i rossoneri in finale di Coppa Italia e, anche se il tabellone ha dato una enorme mano, è comunque da considerarsi un risultato importante.

Ovviamente lo scopo di questo articolo non è quello di affermare che non sono stati commessi errori da parte del tecnico serbo: infatti, il suo integralismo ha sì portato una disciplina mai vista negli ultimi anni, ma lo ha anche portato a scelte dure che non sempre sono state azzeccate.

Non è facile stabilire un paragone tra Mihajlovic e Montella poiché enormi sono le differenze umane e tecniche tra questi allenatori: il serbo è un combattente di carattere e amante di giocatori che, pur non essendo estremamente dotati da un punto di vista tecnico, lottano in campo e non tirano mai indietro la gamba, mentre l’areoplanino è profeta di un calcio fatto di possesso palla e sempre alla ricerca del cosiddetto ‘’bel gioco’’.

La partita di domenica non sarà assolutamente indicativa di quello che Montella saprà fare, né tanto meno servirà a stabilire chi è il migliore allenatore tra Mihajlovic e il suo successore, ma sicuramente il serbo ha tanti sassolini nella scarpa da tirare fuori.

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