Mondiali 2014 Brasile: focus sulla Francia, Deschamps per il riscatto

La nazionale francese arriva in Brasile con la voglia di riscatto: dagli anni d’oro del ’98 e del 2000 quando vinsero prima i mondiali e poi gli Europei, i transalpini hanno ottenuto solo brutte figure e una finale deludente persa contro l’Italia nel 2006. Clamorosi sono stati i mondiali del 2010, dove la Francia, già qualificata, uscì ai gironi giocando veramente male e gli Europei del 2008, che ebbero la stessa sorte. Dal 2006 in poi la Francia ha attuato un cambio generazionale, i campioni del 2000 non c’erano più, ma c’erano troppi calciatori sopra d’età. Quest’anno la Francia tenterà di migliorare le scorse prestazioni per arrivare almeno in semifinale, visto il girone molto abbordabile.

La nuova generazione – L’asso nella manica della nuova Francia forse sono proprio i giovani talenti: su tutti spicca il fortissimo centrocampista della Juventus Paul Pogba, settore United ma esploso nella squadra bianconera, poi ci sono Lucas Digne, terzino del PSG, e Varane, difensore campione d’Europa con il Real Madrid; altri giovani ricchi di talento sono Griezmann, una scoperta per la Liga e il calcio francese, e Schneiderlin, uno dei pilatri del Southampton. Da loro parte la rincorsa alla coppa.

… poi il vecchio stampo – Ovviamente a guidare la nazionale francese non ci saranno solo i giovani, ma anche quelli che hanno accusato le batoste del 2008 e del 2010: a partire da Frank Ribery, tutta la pressione come sempre sulle sue spalle, Evra, reduce dalla stagione deludente con lo United, Landreau, il più vecchio dei ventitré convocati, Benzema, campione d’Europa anche lui con il Real, e Valbuena. La loro esperienza sarà fondamentale per il gruppo di Didier Deschamps.

Ricordi del 2006 – A proposito di vecchio stampo, gli unici superstiti della disfatta del 2006 sono Landreau, che in quella competizione era il secondo di Barthez, e proprio Frank Ribery, appena ventitreenne nel 2006 che si approcciava per la prima volta ad una grande competizione. Il primo sarà ancora una volta rilegato in panchina, il secondo invece adesso, a differenza di otto anni fa, ha tutte le responsabilità.

Da Domenech, a Blanc, a Deschamps – Tre francesi, ma tre stili di gioco totalmente diversi. Cosa è cambiato? Deschamps può garantire il salto di qualità? Innanzitutto è cambiato il modulo, da 4-2-3-1 a 4-3-3 con Deschamps che punta molto sul possesso di palla a centrocampo e non solo sulla spinta degli esterni; inoltre Deschamps a differenza di Blanc e Domenech ha avuto recentemente esperienze con dei club, quindi conosce bene i calciatori soprattutto quelli della Ligue One dove ha militato ultimamente con il Marsiglia.

Probabile formazione – Come abbiamo già detto il modulo sarà il 4-3- 3 con Lloris in porta; in difesa agiranno Evra e Debuchy sulle fasce, mentre ci saranno Varane e Sakho al centro; a centrocampo spazio a Pogba, Cabaye e Matudi, classe e fisicità; per finire in attacco le ali saranno Ribery e Valbuena con la punta Benzema al centro.

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