Mondiali 2014 Brasile: focus sull'Olanda, gli Orange inventori del calcio totale

C’era una volta l’Olanda di Rinus Michels, il calcio totale, c’era una volta Van Basten, Gullit, c’erano i grandi calciatori olandesi, grandi per davvero ma che non sono mai riusciti ad alzare un mondiale. L’Olanda è stata per molti una scuola di calcio, alcuni fra i più grandi calciatori al mondo sono nati e nascono tutt’ora nei Paesi Bassi, ma come squadra non sono riusciti mai ad incidere, forse perchè mancava ogni anno qualcosa. L’unica volta che l’Olanda ha alzato un trofeo è stato nel 1988, era l’Europeo e c’era sempre Michels in panchina, mentre in campo c’erano Gullit e Van Basten e questo bastava. C’è sempre una prima volta e l’Olanda quest’anno ci riproverà di nuovo, testarda come sempre, con le sue idee e il suo calcio.

Conto in sospeso con le Furie Rosse – L’ultima volta che l’Olanda è stata vicinissima ad alzare il trofeo è stato nel 2010: la squadra allenata da Van Marwijk fece un mondiale strepitoso, ma si dovette fermare in finale contro la Spagna di Del Bosque, che mai come quella sera fu un gravissima difficoltà, solo un gol di Iniesta nei tempi supplementari riuscirono a piegare gli olandesi. Quest’anno Olanda e Spagna sono insieme nel girone B, ci sarà subito guerra dunque tra due nazionali fra le più forti al mondo.

L’allenatore – L’Olanda quest’anno fa sul serio, lo si nota soprattutto dall’uomo che siede in panchina, che poche volte fallisce, Louis Van Gaal. L’ex tecnico del Bayern Monaco ha già guidato la nazionale olandese nel mondiale del 2002, ma erano altri tempi, Van Gaal poi è andato a conquistare il mondo con la squadra tedesca e adesso è pronto per portare il mondiale per la prima volta nel suo paese. Alla fine del Mondiale Louis Van Gaal abbandonerà la nazionale e andrà ad allenare il Manchester United, un’altra esperienza per il sessantaduenne allenatore olandese.

Età media: 25 – L’Olanda ha sempre avuto fra le sue caratteristiche principali quella di avere una squadra molto giovane, da sempre la nazione con capitale ad Amsterdam ha fondato questo sport sulla crescità dei giovani, sugli incentivi alle giovanili e sul lavoro di scouting di tutte le squadre olandesi. Quest’anno l’Olanda si presenterà al Mondiale con una squadra giovanissima, età media 25 anni. Nella lista dei convocati per il Brasile che stilerà Van Gaal potrebbero addirittura esserci sei under 21.

Il più vecchio – Dirk Kuyt potrebbe sentirsi un pesce fuor d’acqua e invece no perchè per molti di questi giovani è un esempio da seguire, molti vorrebbero imitare la sua carriera. Dopo aver giocato per sei anni nel Liverpool, da due anni Kuyt gioca nel Fenerbache. L’ala d’attacco era presente nel 2010 quando la Spagna ha strappato agli olandesi il Mondiale ai tempi supplementari, ma quest’anno non vuole fallire, anzi vuole essere il protagonista.

Il più giovane – La sua presenza è ancora incerta, ma Karim Rekik è entrato nel giro della Nazionale il 5 Marzo nell’amichevole contro la Francia esordendo alla sua prima convocazione. Ha solo diciannove anni ma ha girato già diversi club: cresce nelle giovanili del Feeyenord, ma viene acquistato dal Manchester City nel 2011 che lo manda in prestito al Portsmouth. Nel 2012 esordisce in Premier con il City a diciassette anni, ma poi la squadra campione d’Inghilterra lo manda in prestito prima al Blackburn e poi quest’anno al Psv, dove è esploso definitivamente ed ha guadagnato la convocazione in Nazionale.

Probabile formazione – Van Gaal schiererà il solito 4-2-3-1: a difendere i pali ci sarà Vorm, in difesa a destra Janmaat, a sinistra Martins e al centro Vlaar e De Vrij, escluso Van Der Wiel. Mediani di centrocampo De Jong (per l’assenza di Strootman) e Jordy Clasie, altro giovane interessantissimo. In attacco dietro alla punta che, stando alle ultime notizie, dovrebbe essere Huntelaar per l’infortunio di Van Persie, ci saranno Robben, Sneijder e Lens.

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