Mourinho replica a Mancini: "Fa ridere perchè io avevo solo 5 giocatori dei suoi"

Ieri, nel corso della conferenza stampa alla vigilia del match di Champions tra Galatasaray e Chelsea, Mancini si era lasciato andare ad un’affermazione che inevitabilmente avrebbe scatenato la risposta del diretto interessato. Ma andiamo con ordine, queste le parole di Mancini: “Mourinho ha vinto la Champions League perché aveva ereditato una grande squadra, che era stata costruita da me. Io diedi una forte impronta ad una squadra che, quando presi, giocava un brutto calcio”.

Ad onor di cronaca, bisogna dire che qualche ora dopo, ai microfoni di Sport Mediaset lo stesso Mancio ha parzialmente smentito di aver detto quelle parole, precisando: “Non mi sono mai espresso in quei termini. Posso dire che sono orgoglioso di avere contribuito alla crescita di due squadre forti come l’Inter e il Manchester City. Poi la Champions League si vince quando capita l’anno perfetto e c’è anche un po’ di fortuna. La Champions è una competizione difficile e strana perché puoi fare bene nella fase a gironi fino a dicembre ma poi a febbraio è tutto diverso”.

Come già detto, non è tardata ad arrivare la replica, in perfetto stile Mou, dello Special One: “Fa ridere. Fa ridere. Fa ridere perché la mia squadra in finale aveva Lucio, Motta, Milito, Eto’o, Pandev e Sneijder. Lui non ha lavorato con sei dei miei undici giocatori. Ha messo su una squadra di calcetto perché io giocavo soltanto con cinque giocatori dei suoi”.

Si tratta certamente di due allenatori che hanno fatto la storia dell’Inter. Il tecnico italiano ha portato i nerazzurri a vincere tantissimo nei suoi 4 anni a Milano: il suo palmares vede 3 scudetti, 2 Supercoppe italiana e 2 Coppe Italia. Inoltre, è innegabile che sia stato capace di costruire un gruppo forte e di qualità. Quanto a Mourinho, la storia parla per lui: oltre ad aver conquistato 2 Scudetti, 1 Supercoppa Italiana e 1 Coppa Italia, è stato capace di portare sul tetto d’Europa, dopo ben 45 anni, i nerazzurri vincendo la Coppa dalle grandi orecchie.

È chiaro che si è trovato alcuni giocatori della gestione precedente – quella di Mancini – per l’appunto, ma innanzitutto stiamo parlando di 5 titolari, e poi c’è una differenza sostanziale tra quelle due squadre: il portoghese, infatti, si privò di colui che era stato la colonna portante della squadra di Mancini, un certo Ibrahimovic che venne ceduto al Barcellona nella fortunata operazione di mercato che portò Eto’o a Milano. Non certo una differenza di poco conto, considerando che i più maligni, quando lo svedese giocava nell’Inter, definivano i nerazzurri Ibrahimovic dipendenti.

Insomma, le parole del Mancio non hanno proprio motivo d’esser, se non quello di surriscaldare gli animi a poco più di 11 ore dall’attesissimo match tra il suo Galatasaray e la il Chelsea di Mourinho, e far sentire l’Inter in qualche modo ‘presente’ in questa edizione della Uefa Champions League.

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