Moviola in campo, è scontro tra Malagò e Nicchi

Moviola sì, moviola no. E’ questo il tema più dibattuto attualmente nel mondo calcistico italiano e a favore ora arriva anche la dichiarazione del presidente del Coni Giovanni Malagò: “Io la tecnologia nel calcio la metterei di corsa. Se tecnologia o moviola possono servire e aiutare, perché no? E sapete chi dovrebbe visionarla?L’arbitro”. Un passo importante quello compiuto dal numero uno dello sport italiano che ha poi aggiunto: “Non vedo nulla di male nell’uso di tecnologia e moviola. Non si deve aver paura di affrontare l’argomento. Non possiamo essere né io né Nicchi a decidere, sono altri. Ma tra qualche anno i ragazzi vedranno la tecnologia in campo e diranno: perché non ci hanno pensato prima?”.

Queste le parole dettate al convegno “Etica e sport: abbattiamo le barriere” che si è tenuto a Pescara a cui era presente pure il presidente dell’Aia Marcello Nicchi a cui saranno fischiate le orecchie visto che è contrario all’inserimento della tecnologia in campo e anzi ha una volta di più sottolineato: “Il designatore Braschi quest’anno ha lavorato molto bene”. Poi ha sottolineato: “Sul fuorigioco ci siamo già espressi e abbiamo detto che complica un po’ le cose. Abbiamo rappresentato il pensiero degli arbitri, ma che in questa stagione non ci sono stati problemi da questo punto di vista”.

Sulle polemiche che stanno condizionando gli arbitri italiani Nicchi è poi stato chiaro: “Gli arbitri a volte fanno bene, a volte possono sbagliare, ma nel nostro mondo abbiamo una grande serenità. Ai Mondiali ci saranno due Italie: quella di Prandelli, per cui faremo un tifo sfegatato, e quella degli arbitri italiani che si confronteranno con i colleghi. Vi ricordo che l’Italia, con Francia, Germania e Spagna, porta il maggior numero di fischietti oltreoceano, a testimonianza del fatto che siamo unanimemente riconosciuti come i migliori al mondo”.

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