News Juve, Tevez: "Sono cresciuto tra droghe e omicidi"

“Sono cresciuto tra droghe e omicidi”. Così Carlitos Tevez in una intervista al sito ufficiale della Fifa, riportata sulla Gazzetta dello Sport. L’Apache ha raccontato l’infanzia difficile a Fuerte Apache, segnata anche dalla morte del suo migliore amico, risucchiato nell’ambiente della criminalità e tragicamente scomparso a 17 anni, di suicidio.  Calciomercato-juve.it vi propone di seguito i passaggi più importanti dell’intervista.

Parlando del suo passato, Tevez afferma che “È difficile far capire alla gente cosa significhi vivere a Fuerte Apache se non hanno provato le stesse cose che ho provato io e spiegare loro cosa mi ha insegnato la strada” . E – prosegue – mi ha insegnato tanto: ho vissuto in un posto dove  ogni giorno c’erano droghe e omicidi. Vivere in quel modo, anche se sei un ragazzino, ti fa crescere in fretta e ti mette nelle condizioni di scegliere da solo la tua strada. Io l’ho fatto, non ho mai tollerato le droghe o gli omicidi e fortunatamente ho potuto fare la mia scelta.

Tornando invece al presente:Dopo aver vissuto otto anni a Manchester ho ricevuto un caloroso benvenuto a Torino. La gente è meno passionale, a differenza di altre parti d’Italia: come Roma o Napoli, dove le passioni corrono molto più alte. La vita è molto bella qui ed è ho trovato più semplice adattarmi. Questo anche a causa della lingua, che capisco un po’ meglio. In Inghilterra invece è stato più difficile”.

Si chiude parlando della sua maglia numero 10. Gli viene chiesto se ne sente il peso: “No. Anche se è importante per me, non mi metto addosso altra pressione per sentirmi degno di questa maglia, altrimenti diventerei matto e non potrei fare il mio lavoro nel modo giusto”.

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