Notizie Inter, Hernanes: "Sono qui per vincere scudetto e Champions"

Il centrocampista brasiliano dell’Inter Hernanes, grande colpo dello scorso mercato di riparazione invernale ad opera del presidente Thohir, in un intervista rilasciata al Corriere dello Sport ha parlato a tutto campo del suo nuovo club e della decisione di lasciare Formello e approdare alla Pinetina con tutto il carico di aspettative e desideri che lo accompagnano. Il Profeta finora per i nerazzurri oltreché essere un prezioso talismano (con lui in campo l’Inter ha fatto 3 vittorie su 3 partita giocate) è risultato decisivo nei meccanismi del centrocampo mazzarriano apportando qualità, tecnica e rapidità alla manovra di gioco.

Sulla presunta Hernanes-dipendenza dell’Inter, il Profeta ha commentato: “Non esageriamo… Io sono qui per dare il mio contributo, per mettere al servizio di compagni già molto forti la mia qualità. Il tutto sperando che i risultati arrivino”.

La partita migliore che ho fatto? Quella contro il Torino. Prima ho avuto dei problemi fisici e, finchè non ho deciso di fermarmi per evitare problemi più seri, andavo in campo anche se non ero al meglio. Adesso l’adduttore è quasi a posto e domenica mi sentivo bene”.

Sulla famosa giocata del doppio passo, marchio di fabbrica del Fenomeno Ronaldo nerazzurro che fece  sognare San Siro, Hernanes ha aggiunto: “È una finta molto brasiliana e mi piace. Farla bene in un momento importante del match è il massimo. Ho giocato contro Ronaldo quando lui era al Corinthians e io al San Paolo, è il più forte che ho visto in azione, il numero uno”.

Sui complimenti ricevuti da Thohir che lo ha definito il leader del centrocampo, Hernanes ha aggiunto: “Le sue parole mi fanno piacere ma allo stesso tempo mi sorprendono perchè mi rendo conto di essere arrivato da poco e di aver bisogno di far risultati per dimostrare ciò che valgo. Invece qui tutti mi hanno voluto bene sin dall’inizio”.

“Se è una responsabilità essere il primo grande colpo dell’era Thohir? Sì è una responsabilità, ma anche un piacere. All’Inter mi sento a mio agio e non ho timori o dubbi: le cose andranno bene. In questi anni ho lavorato tanto per essere qui”.

“Se sono all’Inter per giocare la Champions? Assolutamente sì. Il primo obiettivo è arrivare in Champions e speriamo di riuscirci al termine della prossima stagione“.

Riguardo alla possibilità di raggiungere il quarto posto, ormai a un passo, il Profeta ha rassicurato: “Credo di sì perchè siamo un punto dietro al Fiorentina e loro dovranno concentrarsi anche sull’Europa League, mentre noi penseremo solo al campionato”.

“Se il gap tra noi e le prime è così grande? Non credo sia ampio come i punti di distacco da Juventus (28, ndr), Roma (14, ndr) e Napoli (11, ndr) farebbero pensare. L’Inter ha attraversato un momento di cambiamenti societari e la squadra non ha dato tutto quello che poteva”.

La Juve ormai ha in tasca il terzo scudetto di fila. Se il tricolore dei bianconeri anche in questa stagione fosse meritato, Hernanes ha detto: “Senza dubbio perché ha vinto tante partite di fila mostrando una regolarità incredibile. A inizio stagione la Roma ha conquistato 10 successi consecutivi e sembrava aver fatto qualcosa di incredibile, ma è stato  sufficiente che i giallorossi pareggiassero 2-3 partite e i bianconeri li hanno superati. La Juventus merita il primo posto anche quest’anno”.

“Se l’Inter l’anno prossimo competerà per lo scudetto e se può vincerlo? “Ci proveremo. L’Inter è… l’Inter. Questa maglia è ‘potente’, abbiamo alle spalle una grande società e anche se la Juve ha grande qualità, noi non siamo da meno. So solo che voglio e sono venuto qui per vincere. Nella mia vita ho sempre pensato di poter fare molto anche se avevo poco. Figuratevi cosa posso fare ora che ho molto. Nei prossimi 2-3 anni vogliamo lo scudetto“.

Sull’altro colpo di mercato di Erick Thohir, il difensore Nemanja Vidic che approderà all’Inter dal prossimo anno, il brasiliano ha aggiunto: “Abbiamo ottimi difensori anche adesso, ma Vidic ha qualità, maturità ed esperienza sufficienti per aiutarci”.

Sulla partita di sabato che vedrà i nerazzurri di scena a Verona contro Toni & CO., Hernanes svela un precedente: “Ho affrontato i gialloblù una sola volta in carriera, in Coppa Italia nel gennaio del 2012, vincemmo per 3-2. Fui io a segnare la rete del successo su punizione nel recupero”.

Riguardo la sua abilità di calciare indifferentemente con entrambi i piedi il Profeta ha aggiunto: “Sono destro, ma a 12-13 anni quando giocavo a calcetto e non a calcio volevo diventare mancino. Mi piacevano i mancini e mi sono impegnato tanto per imparare sia a scrivere che a calciare di sinistro”.

“Se sarò rigorista pure all’Inter? “Prima è necessario che ci diano un rigore (risata, ndr)… in carriera li ho sempre tirati quindi nessun problema”.

Sulla stima del tecnico Mazzarri che lo avrebbe voluto già ai tempi in cui allenava il Napoli, Hernanes ha commentato: “Me lo hanno detto quando è iniziata la trattativa con l’Inter. Mi ha fatto piacere perché è un grande tecnico. Mi ha colpito per come prepara le partite. Quando andiamo in campo alla domenica sappiamo esattamente cosa fare in funzione dei movimenti degli avversari. Mazzarri non lascia niente al caso”.

“Se fossi arrivato all’Inter prima nel 2010, sarebbe cambiata la mia carriera? “Nel 2010 avevo una decina di procuratori e ognuno mi portava delle offerte. Firmai un pre contratto con l’Inter, ma poi la trattativa non fu chiusa e andai alla Lazio”.

Riguardo agli obiettivi che può avere l’Inter rispetto alla Lazio, Hernanes ha detto:Qui posso lottare per lo Scudetto. In Italia è diverso rispetto al Brasile dove anche una neopromossa può lottare per vincere il campionato: qui da voi possono puntare al titolo solo Inter, Juventus e Milan. Alle altre quasi non è permesso di sognare e questa cosa quando ero alla Lazio mi disturbava. All’Inter non ci sono catene o freni”.

Chiosa del brasiliano sull’importanza della religione e su quanto questa sia importante nella sua vita: “La parola ‘religione’ non mi piace perché in passato sono state fatte tante cose brutte in nome della religione. Preferisco usare la parola ‘fede’, ovvero un qualcosa che ti spinge ad avere una certezza anche se tu non puoi vedere una cosa, se non la puoi toccare. La Bibbia ci insegna ad avere fede e a credere anche senza le prove”.

Leggi anche -> Ultime notizie Inter, Icardi: “Spero di restare per tanti anni”

Leggi anche -> Mercato Inter: Su Taider c’è la Premier League