Notizie Inter, Milito: "Con pazienza torneremo quelli del Triplete"

Il Principe Diego Milito, eroe del Triplete e uno degli attaccanti nerazzurri più vincenti e più forti in Europa negli ultimi 10 anni, si concede ad una lunga intervista al quotidiano algerino “Le Buteur”, parlando a tutto campo di Inter, di sé e dei suoi compagni, dei fasti passati e del futuro nerazzurro di marca Thohir.

Sulla clamorosa esclusione dai 50 giocatori candidati per il Pallone d’Oro 2009/2010, Milito non ha rimpianti: “Deluso? Sinceramente no. In tutta modestia, credo che avrei dovuto far parte dei candidati, visto che ci sono 50 giocatori, ma non sono rimasto deluso. Ciò che conta per me sono i titoli collettivi. Se mi avessero chiesto di scegliere tra il Pallone d’Oro e i titoli con l’Inter, la scelta sarebbe stata ovvia. Avrei scelto senza dubbio i titoli di squadra, perché la cosa più bella della mia carriera è stato il Triplete“.

A proposito del suo arrivo e delle sue vittorie nel calcio che conta in un età matura, a 30 anni, l’argentino svela il suo segreto: Bisogna essere pazienti, nella vita come nel calcio. Io ho dovuto aspettare i 30 anni per vincere la Coppa Italia. Ma ho iniziato la mia carriera vincendo il titolo con il Racing Avellaneda, cosa che non succedeva da 35 anni. Se volete la verità, non mi sono mai posto la questione, io mi preoccupavo solo di lavorare sodo in allenamento. Certo, gli obiettivi li ho raggiunti tardi ma comunque li ho raggiunti. La mia pazienza e la fede hanno pagato. Questa può essere una lezione per le nuove generazioni”.

Sugli ingredienti che hanno reso quell’Inter imbattibile, Milito rivela: “Non c’è stato un solo segreto ma molti, nel senso che è stata una stagione perfetta. E perché una stagione sia perfetta, c’è bisogno di molti fattori. In primo luogo, l’impegno costante dei giocatori, poi uno staff tecnico di alta qualità guidato da Mourinho. Ci sono stati tutta una serie di fattori che ci hanno permesso di trionfare”. Ha inciso sicuramente la qualità del gruppo, formato da giocatori tecnicamente di altissima qualità, come Samuel Eto’o: “Non solo, avevamo grandi individualità in squadra. Avere giocatori di qualità è una parte del segreto dei nostri successi”.

Riguardo le difficoltà attuali dell’Inter di oggi e le sue prospettive per il futuro, l’attaccante è convinto che la grande Inter tornerà: “C’è bisogno di tempo, perché l’Inter è in un periodo di ricostruzione, con molti nuovi giocatori, un nuovo staff tecnico. C’è stato anche il cambio di proprietà. Con tutti questi cambiamenti, abbiamo sicuramente bisogno di tempo per lavorare e tornare alla normalità. Per quello che rappresenta l’Inter, il club deve concentrarsi su obiettivi più importanti. Ma sono fiducioso che, con un po’ di tempo, riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi”.

Sul valore tecnico dei due compagni di squadra algerini Taider e Belfodil (in prestito al Livorno), ha commentato: “Si tratta di due ottimi giocatori su cui l’Inter ha investito pesantemente. Si tratta di due valori sicuri nel prossimo futuro, faranno la storia di questo grande club o di altri club per Belfodil. Entrambi hanno dato un gran contributo. Taider ha talento, è giovane e ha voglia di vincere. Auguro loro di fare una grande carriera”.

Passando invece alle  curiosità, c’è anche stato un modello di giocatore a cui Milito si è ispirato: “Quando siamo giovani guardiamo sempre ai giocatori che vediamo scendere in campo la domenica in Argentina. Al di là di Maradona il mio modello di giocatore era Enzo Francescoli, un giocatore straordinario. Gli somiglio anche fisicamente? Sì, me l’hanno detto spesso. Per me è stato un riferimento, dentro e fuori dal campo”.

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