Opti Pobà, squadra antirazzismo nata dalle parole di Tavecchio

Gli episodi razzisti nel mondo del calcio sono all’ordine del giorno. Un ottimo esempio di riscatto è la nascita di Opti Pobà, espressione infelice di Carlo Tavecchio contro gli extracomunitari che diventa il nome di una squadra.

Accade in Basilicata, a Potenza. “Noi diciamo che Opti Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio“, aveva inveito Tavecchio quando ancora aspirava ad essere presidente federale della Figc. Certo, la battuta gli era costata sei mesi di sospensione da parte della Uefa, ma c’è chi non ha ancora dimenticato, ovvero un gruppo di giovani autore dell’ASD Opti Pobà, società che mette in campo solo rifugiati politici.

E così, con l’appoggio dell’Aiac (l’associazione italiana degli allenatori) e della Figc lucana, con il benestare di Fiona May (consigliere della Figc contro il razzismo), la gaffe di Tavecchio diventa strumento di integrazione, grazie anche all’attivazione di corsi di lingua italiana e avviamento al lavoro.

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