"Pallotta, vota Tavecchio", e arriva la squalifica della Uefa

Non bastasse la caduta d’immagine dovuta al lunghissimo e velenoso post-partita di Juventus-Roma dello scorso 5 ottobre, il calcio di casa nostra (non si sottovaluti la prima vocale della parola ‘casa’) ha dovuto subire in pochi giorni un altro duro colpo, stavolta assestato oltre frontiera.

Ci riferiamo alla decisione della Commissione Etica e Disciplina dell’Uefa di inibire fino al prossimo 7 aprile il Presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio; a seguito delle “espressioni usate il 25 luglio scorso in occasione dell’assemblea della Lega Nazionale Dilettanti”, ritenute di carattere razzista, il massimo rappresentante del calcio italiano non potrà partecipare per ben 6 mesi alle commissioni Uefa, trovandosi di fatto costretto a disertare anche il congresso previsto per marzo 2015.

Ora, nonostante il fido “scudiero” Lotito si sia affrettato a sottolineare che tale provvedimento non comporta “nessun ‘vulnus’ per il calcio nazionale”, appare stridente il controsenso tra le decisioni di un’assemblea democratica che ha posto ai vertici del nostro calcio un signore che parla di “mangiabanane” e quelle di un organo giudicante che, nell’ambito dello stesso sistema, ha punito in maniera esemplare chi, nel cuore di una Curva, ha voluto intonare la propria appartenenza territoriale a luoghi lontani dalle pendici del Vesuvio.

È questa la dimensione attuale del nostro calcio, e non c’è da meravigliarsi che dopo i fatti dello Stadium alcuni tifosi della Roma, notoriamente schierata al fianco della Juventus sul fronte anti-Tavecchio, abbiano esortato il proprio presidente a condividere i programmi dello storico rivale biancoceleste, al grido di: “Pallotta…vota Tavecchio!”

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