Prandelli alla Juve dopo l'addio alla Nazionale? No, ecco i motivi

E’ ormai sicuro, dopo il Mondiale del 2014 Cesare Prandelli lascerà la guida tecnica della Nazionale Italiana. La scelta di non rinnovare il contratto è emblematica, e molto probabilmente arriva dopo una lunga riflessione che ha portato l’ex tecnico della Fiorentina a dire “Basta” con l’avventura cominciata il 30 Maggio 2010.

L’attuale C.t. è ancora troppo giovane però per dire “Basta” anche con il calcio, e dunque giornali, Tv e addetti ai lavori già cominciano ad ipotizzare la sua futura destinazione: tra le più appetibili, come era ben possibile immaginare, ci sono le panchine di Juventus e Milan.

Massimiliano Allegri Milan

E’ il caso quindi di affrontare un discorso apparentemente logico: Prandelli è un grandissimo allenatore, bravo, valido e vincente, ma perchè mai la Juventus dovrebbe liberarsi del tecnico che negli ultimi due anni ha vinto due Scudetti e due Supercoppe?

La squadra bianconera ha ormai trovato in Antonio Conte il suo condottiero ideale, l’ex Capitano che ha saputo prendere in mano un club allo sbando e riportarlo sulle vette più alte del calcio italiano, trasformandolo da “Delusione” del settimo posto a “Squadra da battere”. Un lavoro enorme quello del tecnico salentino, che forse più di ogni altro ha saputo riportare a Torino quella fame che dopo il processo lampo del 2006 sembrava essere sparita.

Conte

Più di una volta, nel corso degli ultimi anni, abbiamo sentito dire “E’ Conte il vero top player della Juventus” (opinione condivisa più o meno dalla maggioranza degli esperti), e dunque la domanda sorge spontanea: la dirigenza bianconera, che ha saputo resistere ai vari assalti a Vidal, Pogba, Lichtsteiner e Marchisio, come potrebbe essere così ingenua da lasciarsi scappare il suo campione migliore?

Discorso diverso, ovviamente, quello affrontato in casa Milan. I risultati raccolti da Allegri sono tutt’altro che soddisfacenti, e con una panchina sempre in bilico e il primo posto lontano anni luce, è abbastanza prevedibile un divorzio tra le parti. Ecco quindi che i rossoneri punterebbero tutto su Prandelli, tecnico valido ed esperto, capace di portare in alto il Parma, la Fiorentina, e poi ancora una Nazionale logorata dalle delusioni del mondiale sud africano.

Se tutte queste motivazioni, per caso, non dovessero bastare, eccovene un’altra, gentilmente offerte dalla curva bianconera:

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