Sandro Mazzola: "Striscione del Derby di Torino vergognoso. Vanno prese decisioni drastiche"

Domenica pomeriggio, in occasione del Derby di Torino, alcuni tifosi della Juventus si sono resi autori di uno striscione deplorevole e vergognoso che faceva riferimento alla tragedia di Superga del 1948 in cui morirono 31 persone: tutti i giocatori del Grande Torino di quegli anni, i dirigenti e gli accompagnatori della squadre, l’equipaggio e tre giornalisti. Il becero striscione recitava: “Quando volo penso al Toro”, collocato accanto ad un altro raffigurante un aereo che si schianta sulla collina di Superga.

In seguito a tale vergognoso gesto, la Società Juventus è stata multata dal giudice sportivo Tosel con un’ammenda di 25 mila euro. Tuttavia, non sono pochi coloro che hanno pensato che la sanzione sia stata una cosa di poco conto, rispetto a quanto visto e, tra questi, ha voluto dir la sua anche Sandro Mazzola, figlio di Valentino che, in quel tragico incidente del ’48 perse la vita.

Queste le sue parole: “È una vergogna! La Juventus non c’entra niente, ma quella curva e quello stadio andavano chiusi. Se non dai un segnale quando accadono cose tanto gravi […] Così l’errore diventa doppio perché quella multa la pagherà la Juve, e la società bianconera cosa ha fatto per dover tirar fuori quei soldi? Non avrebbe controllato agli ingressi cosa veniva introdotto nello stadio? Vero, ma i club purtroppo non riescono a fare certi controlli e le leggi non li aiutano. La multa è stato un segnale inesistente da parte della Federazione”.

Durissime le parole dell’ex bandiera nerazzurra, che ha poi aggiunto: “Leggere quello striscione mi ha fatto molto molto male, ma penso che abbia ferito parecchio anche i tifosi del Torino, compresi tanti giovani che hanno conosciuto dai libri e dai racconti ciò che è successo a quella grande squadra dove giocava mio padre. La presa di posizione di Andrea Agnelli mi è piaciuta, ma conoscendo la famiglia Agnelli non avevo dubbi”.

Infine, Mazzola ha concluso dicendo: “Lo striscione di domenica è l’esempio di come non devono comportarsi i tifosi. Ecco perché questo episodio non va dimenticato. Adesso, però, è arrivato il momento di prendere decisioni forti, anzi drastiche. Anche chiudere un intero stadio per un anno. I segnali vanno dati quando succede qualcosa di grave e questa sarebbe stata l’occasione giusta. Mi sarebbe dispiaciuto per la Juventus, ma c’è un unico modo per risolvere il problema. Altro che multe da 25.000 euro”.

Leggi anche — > Sandro Mazzola su Thohir: “Non capisco questo immobilismo”