Sconcerti a Radiogoal 24: "La Juve è più matura nello stare in campo"

Era la serata dell’8 ottobre, fredda e poco rassicurante quando squilla il telefono. Indovinate chi c’è dietro la cornetta… La nonna? No. La mamma? No. Mario Sconcerti? Si, certo che si. Il direttore Mario Sconcerti è intervenuto nella trasmissione #A tu per tu dell’emittente radiofonica Radiogoal24 che va in onda su Internet, precisamente sul sito Speaker.

L’intervista esclusiva al Direttore è stata tanto affascinante quanto coinvolgente. Fiumi di parole, per niente noiosi, riguardo al calcio e non solo…anche aneddoti circa la sua vita privata e la sua carriera giornalistica.

Mario Sconcerti spiega i suoi inizi nel giornalismo sportivo chiamando in causa suo padre, grande procuratore di pugilato, che lo obbligò a intraprendere la carriera da giornalista sportivo: “Ero un cattivo studente. Era un anno che non davo esami e mio padre, seccatissimo per questo, chiese a Franco Dominici, firma del Corriere dello Sport, di mettermi nella loro redazione a Firenze. A quel tempo la redazione era uno stanzino e facevo “il ragazzo di bottega”. Il mio sogno era quello di scrivere per la Fiorentina ma non potevo quindi mi mandarono a Coverciano e feci di tutto per farmi notare tanto che tre anni dopo fui mandato alla redazione di Milano come redattore.”

Il Direttore, appassionato ed ex giornalista di ciclismo, spiega le differenze tra il ciclismo e il calcio: “Il calcio è il mio sport ma il ciclismo fu un’intuizione di Francesco Neri. Grazie al ciclismo girai il mondo e questo mi entusiasmava. Diventai anche il cronista di Moser e Saronni. – poi Sconcerti delizia con un simpatico aneddoto riguardo la sua vita privata – “Addirittura, durante le nozze del mio primo matrimonio, fui chiamato a seguire la Parigi-Roubaix. Io, professionalmente ero felicissimo ma, al contrario di me, la mia prima moglie era arrabbiatissima. Le differenze? “Nel ciclismo c’è tanta fatica ed ha un’origine contadina mentre il calcio è uno sport più privilegiato.”

Si ritorna a parlare di vita privata e di quanto sia importante avere una donna al proprio fianco; Sconcerti spiega: “E’ fondamentale. Il mio primo matrimonio non andò bene ma fui molto fortunato con la mia seconda moglie tant’è che, da poco, abbiamo festeggiato i 35 anni di matrimonio. Ho trovato una donna che mi ha sempre appoggiato e grazie a quel suo starmi sempre accanto ho potuto anche prendere decisioni importanti riguardo al lavoro.”

Parlando proprio di lavoro il Direttore chiarisce quali sono stati i momenti difficili e quali sono state le soddisfazioni più grandi: “Io in genere sono sempre stato molto fortunato però, purtroppo, ci fu un momento difficile e fu quando mi dimisi dal Corriere per andare alla Fiorentina come amministratore delegato. La Viola, poco tempo dopo, fallì e io rimasi senza lavoro con un mutuo sulla casa da pagare.” Le soddisfazioni? “Ho avuto sia soddisfazioni lavorative sia personali. Quella lavorativa, sicuramente, è essere riuscito nella creazione della redazione sportiva quando ero a Repubblica poichè era una testata che non prevedeva la sezione sportiva. La soddisfazione personale, invece, fu quando mi diedero la possibilità, essendo Direttore del Corriere dello Sport, di tuffarmi nella piscina olimpica di Sydney.”

Ritornando a parlare del suo periodo più difficile, quello della Fiorentina, Sconcerti spiega che, seppur fu una situazione molto complicata fu anche la più bella: “Non si può paragonare l’essere giornalista con l’essere amministratore delegato. Anche se fu un periodo difficile perchè poco dopo la Fiorentina fallì, credo che sia stata la mia esperienza lavorativa più straordinaria perchè mi confidavo con l’allenatore, parlavo di mercato e avevo un rapporto stretto con i giocatori.”

Si ripassa al dibattere sul giornalismo e Sconcerti chiarisce il suo preferire la carta stampata ai nuovi sistemi di comunicazione, radio e televisioni, chiarendo, anche, le differenze fra di loro: “Io preferisco la carta stampata perchè ha più autorevolezza. Odio, invece, il linguaggio sportivo composto da frasi fatte, infatti, il mio obbiettivo era quello di cambiare il modo con cui si parla di calcio. Io credo che quando parliamo di calcio, lo sport più semplice che esista sulla faccia della terra, lo dobbiamo fare come se parlassimo con nostra madre o con la nostra fidanzata.”

Essendo Sconcerti uno dei più grandi giornalisti di carta stampata e non solo, gli viene chiesto come si può intraprendere questa carriera da “scrittori di sport”. Lui risponde così: “Io di preciso non so, in questo momento, come si diventi giornalista però lo sport, più precisamente il calcio, è una palestra vasta poichè è semplice da seguire; basta andare allo stadio oppure vedere in tv e sai parlare di calcio. Prima bastava una “spintarella”, una “amicizia” mentre oggi ci vuole una Laurea in Scienze della Comuniazione e un praticantato di 18 mesi in qualche redazione, o in un qualsiasi mezzo di comunicazione.”

Proprio riguarda al giornalismo, il Direttore, ha costituito, insieme al Rettore dell’Istituto Nobel di Roma, l’Accademia Sconcerti: “E’ stata una grande esperienza. Mi piace avere un rapporto diretto con i ragazzi. Ho dato e ricevuto molto da questi giovani che hanno seguito i miei corsi. Li ho visti vogliosi di crescere ed imparare e questo è quelo che mi ha fatto più piacere. Il mio obbiettivo è quello di correggere gli errori che questi ragazzi fanno attraverso il web cioè troppi copia-incolla senza dare un’anima ai loro scritti.”

Andando un po’ più a fondo sul calcio, tecnicamente parlando, Sconcerti fa una sorta di classifica, decretando, secondo lui, chi è stato il giocatore italiano più forte. “Ci potrebbero essere due o tre risposte a questa domanda. Meazza fu uno dei più grandi; vinse due Mondiali, segnò in una delle due finali vinte e fu capocannoniere a soli 19 anni. Un altro grandissimo giocatore fu Valentino Mazzola che penso sia uno dei giocatori più completi poichè era un centrocmpista che segnava 20 goal a stagione. Nel dopoguerra, invece, si sono distinti Rivera e Totti che credo siano i due più forti nella storia del calcio italiano. Del Piero, lo escludo da questa classifica perchè è sempre stato un’attaccante mentre Baggio sarebbe potuto essere a livello di Maradona ma già a 18 anni non aveva più le ginocchia. 

Si ritorna, con l’intervista, alla realtà e Sconcerti parla dell’argomento che in questi giorni sta tenendo banco ovunque, ovvero, la partita fra Juventus-Roma: “La Juventus l’ho vista più squadra, più matura nello stare in campo ma la partita è stata indubbiamente condizionata.” – poi si esprime riguardo alla moviola in campo – “Non sono d’accordo sull’uso della moviola perchè il calcio è il gioco dell’uomo e l’uomo può sbagliare però è arrivato il momento di aiutare l’arbitro che, in questo momento, con le televisioni, è quello che in campo vede meno. Fino ad ora siamo riusciti ad ammettere lo sbaglio dei giocatori ma ancora non riusciamo ad ammettere quelli degli arbitri. La moviola comunque rimane un opinione; ne discutiamo sempre sulla scia di qualche incidente”

Le domande si spostano su questioni più economiche e Il Direttore spiega il perchè le milanesi, Milan e Inter, stanno vivendo una situazione molto critica: “Le milanesi non dispongono più di elevate possibilità economiche. Il Milan e l’Inter cominciano a vincere grazie alla ripresa economica, nel dopo guerra, che inizia proprio dalla città di Milano. Da quel momento storico si arriva, poi, ai giorni nostri con Berlusconi e Moratti. I due imprenditori ci hanno rimesso miliardi per coprire i buchi economici e quando hanno capito che non riuscivano più a coprire queste spese si sono allontanati o hanno venduto la società”.

Sempre riguardo alla solidità economica, Sconcerti, spiega perchè la Juventus non è mai incappata in periodi di crisi come quello che stanno vivendo le due milanesi: “La Juventus ha la certezza economica garantitagli dalla Fiat. Se Calciopoli fosse successo ad un’altra società, quest’ultima sarebbe fallita. La Serie B è costata almeno 350 milioni ai bianconeri; nessun’altra squadra poteva permettersi spese tanto alte. La vera forza della Juve sta nella sua origine. A partire dalla leggenda di Edoardo Agnelli che morì in un incidente su un idrovolante, passando per l’avvocato Agnelli. La Juventus vince solo con gli Agnelli.”

Non poteva mancare un commento sulla sua squadra del cuore, la Fiorentina: “La Fiorentina non è una squadra da scudetto ma può lottare per il terzo posto perchè sa giocare a calcio. Ha trovato nel giovane Babacar un grandissimo giocatore.”

Sconcerti analizza anche il periodo di crisi, forse superata, del Napoli: “Al Napoli manca qualcosa, soprattutto nel ruolo di Hamsik. Quando abbassa il ritmo diventa una squadra normale quindi non può essere da Scudetto.”

Infine, il Direttore, spiega anche la situazione, poco chiara, in casa Lazio: “Qualche partita ha giocato bene ma 9 punti in 6 pratite sono troppo pochi. Sembra che abbia trovato il giocatore da 20 goal a stagione, Djordjevic, ma dietro ha una squadra mediocre. La Lazio è molto difficile da battere ma per vincere fa molta fatica perchè deve essere sempre al 100%.”

Se volete ascoltare l’intervista integrale al Direttore Mario Sconcerti, lo potrete fare cliccando sul link seguente: http://www.spreaker.com/mobile?redirect=%2Fuser%2Fradiogoal24%2Fa-tu-per-tu-mario-sconcerti&sp_redirected=true

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