Seedorf a rischio esonero: decisivi i match contro Lazio e Fiorentina

Il futuro di Clarence Seedorf sulla panchina del Milan è sempre più nebuloso. Il tecnico olandese, infatti, rischierebbe clamorosamente di terminare anzitempo la sua avventura nel club rossonero: la conferma del presidente Berlusconi nell’immediato dopo-partita con il Parma non sarebbe poi così totale. Decisive le prossime due partite, peraltro neanche semplicissime visto il momento, a Roma e Firenze: dovesse perdere ancora, il Milan potrebbe decidere di congedare Clarence Seedorf immediatamente per completare la stagione (mancherebbero otto partite) con Tassotti e semmai puntare decisamente su Filippo Inzaghi a giugno. Anche perchè, sostengono i bene informati, diversamente non si spiega il motivo per il quale a SuperPippo a gennaio è stata negata la possibilità di andare al Sassuolo, che lo aveva fortemente cercato.

Un’altra pista, decisamente meno praticabile soprattutto per una questione di ingaggio, porterebbe a Luciano Spalletti, appena esonerato dallo Zenit; quasi nulle, invece, le possibilità di vedere Cesare Prandelli sulla panchina dei rossoneri nell’immediato futuro: un contatto tra l’entourage rossonera e il ct c’è stato molto tempo fa, ma da allora sono cambiate tantissime cose. Una su tutti: la concreta possibilità che Prandelli continui a sedersi sulla panchina della Nazionale anche dopo il Mondiale in Brasile.

Ma tornando a Seedorf: come si è arrivati a questa situazione? Berlusconi, infatti, ha effettivamente detto domenica sera che Seedorf è l’allenatore del Milan e lo sarà anche nella prossima stagione”, aggiungendo poi che il tecnico “pagherebbe colpe non sue a causa di una squadra allestita male in estate”. Sibillino il riferimento ad Adriano Galliani, che si sussurra non abbia mai gradito la scelta di esonerare Allegri per puntare su Seedorf, considerato una ‘scommessa’ dall’a.d. a causa della praticamente nulla esperienza in panchina, essendo passato direttamente da calciatore (era al Botafogo fino al giorno prima di essere chiamato da Berlusconi) a tecnico.

Questa serie di frizioni interne ha finito col destabilizzare, e non poco, l’ambiente rossonero, scosso anche dalla pacifica ma decisa contestazione dei tifosi domenica scorsa; tifosi che, ad onor del vero, hanno inserito Seedorf nella lista degli ‘innocenti’. Una spallata decisa alla solidità del fragile ambiente rossonero di questo periodo storico la hanno sicuramente data le parole al vetriolo di grandissimi ex del passato, come Paolo Maldini e Franco Baresi: il primo ha addirittura parlato di “distruzione” del vecchio Milan.

Da qui l’ipotesi concreta che Roma e Firenze saranno decisive per il futuro dell’ex numero dieci che, non dovesse dimostrarsi in grado di raddrizzare la situazione, sarà quasi certamente costretto al secondo addio a Milanello nel giro di soli due anni e mezzo.

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