Settima giornata Serie A 2013-2014, i voti ai protagonisti

Archiviata la settima giornata del Campionato, ecco i voti per chi, nel bene e nel male, si è messo in risalto durante il week end pallonaro:

VOTO 10: Verona. La squadra di Mandorlini si candida come sorpresa di inizio stagione. La vittoria netta di Bologna per 4 a 1 conferma quanto di buono fatto finora, e se davanti si può contare sul sempre letale Luca Toni (giunto alla terza rete in stagione) e sul giovane talento argentino Iturbe sognare un posto subito dietro alle big non è reato.

VOTO 9: Roma. Doveva essere l’esame di maturità, dimostrare di saper imporre il proprio gioco in trasferta sul campo di un’altra candidata alle alte posizioni di classifica. Missione riuscita, netto 3 a 0 sull’Inter e settimo successo consecutivo. Prossimo impegno dopo la sosta per la Nazionale in casa contro il Napoli. Vedremo se si confermerà.

VOTO 8: Cassano. Il talento di Bari Vecchia finalmente si esprime sui suoi livelli, ed il Parma ringrazia. Due assist ed una rete, quella della sicurezza per permettere ai suoi di liberarsi dell’insidioso Sassuolo di Di Francesco, e volare a 9 punti in classifica.

VOTO 7: Napoli. La squadra di Benitez dopo le critiche piovute in seguito alla sconfitta di Londra contro l’Arsenal deve fare a meno ancora una volta di Higuan, eppure non ne sente la mancanza. Nella vittoria per 4 a 0 contro il Livorno a segno Pandev, Inler, Callejon e Hamsik. Meno due dalla capolista e scontro diretto tra 2 settimane.

VOTO 6: Gasperini. Il suo ritorno sulla panchina dei rossoblu coincide con un pareggio sul difficile campo di Catania. Ora la sosta gli permetterà di cominciare a portare le sue idee all’interno del gruppo. Con tutto il rispetto per Liverani, ma con lui alla guida la salvezza dovrebbe arrivare tranquillamente.

VOTO 5: Bardi. La trasferta di Napoli era già sulla carta molto difficile per il suo Livorno. Ha la grave colpa di  commettere un errore gigantesco sul tiro da fuori di Inler permettendo al Napoli di raddoppiare e mettere al sicuro la partita. Ma questo “incidente” non influenza comunque l’ottimo inizio di campionato dell’estremo difensore.

Antonio Cassano

VOTO 4: La difesa del Bologna. 20 reti incassate nelle prime 7 partite di Campionato sono decisamente troppe per chi vuole salvarsi. Lontano parente della squadra della scorsa stagione, non può essere giustificato il terribile avvio solo con la partenza di Gilardino. Occorre un cambio di rotta, subito.

VOTO 3: Inter. L’undici di Mazzarri aveva la grande occasione di rallentare la fuga della Roma e avvicinarsi al primo posto della classifica. In realtà Garcia l’ha nettamente battuto sul piano tattico, non facendogli capire nulla nel primo tempo. L’ingresso di Icardi e Milito nella ripresa non sono serviti a nulla. Ora meno sette dal primo posto e qualche certezza in meno. 

VOTO 2: Milan. Due come le reti segnate a Torino. Che non sono bastate però a portare via punti dal campo della Juventus. Una prestazione imbarazzante, dopo la rete del vantaggio di Muntari al primo minuto di gioco ci si aspettava una tattica fatta di difesa e contropiede rapidi per fare male. Invece è stato assedio Juve per i restanti 89 minuti. L’assenza di Balotelli non può essere un alibi per una squadra che la dirigenza ad inizio stagione indicava come candidata ai primi tre posti. I punti di ritardo sono già 11 dalla zona Champions.

VOTO 1: Mexes. In Italia su ogni calcio da fermo lo sappiamo che in area ci sono trattenute, spinte, tutto il repertorio insomma. Ma addirittura prendere a pugni gli avversari pare eccessivo. L’episodio verrà certamente sanzionato con la prova tv, e si aggiungerà alla sicura squalifica dovuta all’espulsione per doppio giallo durante i novanta minuti.

VOTO 0: All’arbitro Gervasoni. Durante Sampdoria-Torino fa battere una punizione dal limite nonostante i due minuti di recupero concessi nel primo tempo siano scaduti. Padelli respinge corto su Palombo, Pozzi insacca in tap-in ma l’arbitro annulla considerando l’azione (e di conseguenza il primo tempo) conclusa sull’intervento del portiere del Torino. Per farsi perdonare concede un rigore inesistente alla Samp nel recupero della seconda frazione, che ottiene in questa maniera il pareggio.

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