Spagna fuori dal Mondiale: le ragioni della fine di un ciclo

Il ciclo d’oro è finito. La Spagna con sette reti subite e un solo gol fatto, tracolla prima sotto i colpi dell’Olanda e poi del Cile, uscendo così con una giornata d’anticipo dal Mondiale 2014. Oggi Marca, il noto quotidiano spagnolo, titolava in prima pagina “The end” con la foto di Iniesta solo in mezzo al campo. La fine, la dura realtà per la nazionale spagnola. Un Mondiale e due Europei vinti, il tiki-taka dei calciatori spagnoli che sembravano imprendibili, un gioco ricco di gol e una difesa solidi con interpreti fra i più forti al mondo, è finito tutto.

La Spagna adesso dovrà affrontare l’Australia e i tifosi iberici sperano almeno in una vittoria, poi ritorneranno al paese e dovranno iniziare tutto da capo, rifare l’assetto di gioco, cambiare gli interpreti, ringiovanire l’intera rosa perchè le ragioni dell’insuccesso spagnolo risiedono proprio in questo.

Il primo colpevole di questa caduta è Vicente Del Bosque, allenatore che in questi anni ha guidato la macchina rossa distruttiva, miglior allenatore nel 2012, vicino alla vittoria anche quest’anno. L’allenatore spagnolo si è affidato alla vecchia retroguardia che aveva condotto la Spagna in questo tris di successi, calciatori che hanno scritto pagine di storia, ma ormai sfiniti. Del Bosque ha lasciato a casa Isco preferendo Fabregas o Mata, non ha convocato Llorente, Felipe Luis e Miranda (campioni nella Liga), ha lasciato sempre in panchina Koke preferendo Xabi Alonso, tutti cambi che avrebbero garantito maggiore freschezza alla rosa spagnola.

L’altro colpevole è l’assetto catalano formato da Xavi e Iniesta, maestri di calcio che in questo mondiale hanno inciso negativamente sulla propria nazionale. La debacle del Barcellona quindi spiega anche quella della Spagna, visto che la forza delle due squadre si fondava sopratutto su questi due uomini: Xavi non è più quel calciatore brillante di un tempo che riesce a fare sia la fase difensiva che quella d’impostazione di gioco e Iniesta non ha più le invenzioni di una volta.

Del Bosque, Xavi e Iniesta sono stati personaggi che hanno inciso profondamente nel calcio del nuovo millennio, ma adesso se la Spagna vuole tornare a vincere deve attuare un cambiamento radicale, partendo proprio da questi. Gioventù e nuovo gioco, queste le priorità nelle innovazioni delle Furie Rosse.

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