Squadra rivelazione Serie A, la Sampdoria di Mihajlovic

Dopo le prime 6 giornate di Serie A, è possibile tracciare un piccolo bilancio su questo inizio di campionato. A parte le fuoriserie Juventus e Roma, più di una spanna sopra le altre, la rivelazione di questo scorcio di campionato è senza dubbio la Sampdoria di Mihailovic. I numeri parlano chiaro: terzo posto in classifica a 14 punti, frutto di 4 vittorie e 2 pareggi, 6 gol fatti e solo 2 incassati, con ben 12 punti in più rispetto allo scorso campionato, quando sulla panchina della Sampdoria c’era Delio Rossi, poi esonerato dopo 12 giornate.

Come spiegare una simile metamorfosi? Innanzitutto con la guida tecnica. Già dall’anno scorso infatti, con l’avvento di Sinisa Mihailovic la media punti si era notevolmente alzata: si era passati dallo 0,75 di Rossi (9 in 12 giornate) a 1,38 del tecnico serbo (36 in 26 giornate, che proiettati sull’intero campionato sarebbero 52 punti, cioè una salvezza tranquilla).

Andando oltre questi numeri comunque indicativi, come più volte ha affermato lo stesso Mihailovic, quest’anno la Sampdoria dispone di una rosa più ampia dal punto di vista sia numerico sia qualitativo, che da quindi più scelta. Ottimi si sono infatti rivelati gli innesti in difesa di Silvestre e Romagnoli: il primo era in cerca di rilancio dopo le deludenti esperienze di Milan e Inter, mentre il talento scuola Roma era alla ricerca di una piazza dove giocare con continuità. Fino ad ora l’esperimento è riuscito,  e farne le spese è stato capitan Gastaldello, che pure non aveva demeritato.

A centrocampo è invece prevalsa la linea della continuità, ma anche il rilancio di Palombo, emarginato dalla precedente gestione, è un merito di Mihailovic. Accanto al capitano, stanno crescendo i vari Soriano, Obiang e Krsticic. Infine il trio d’attacco Eder-Okaka-Gabbiadini, che è ormai una certezza per la Sampdoria. A beneficiare dell’arrivo di Mihailovic è stato soprattutto Okaka, fino all’anno scorso una delle promesse incompiute del calcio italiano. Anche Gabbiadini ha ancora molti margini di miglioramento. E come alternativa, c’è il giovane Fedato e l’esperto Bergessio. Insomma, le promesse per un’ottima stagione sembrano esserci tutte.

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