Squalifiche delle Curve, Malagò: “La norma va cambiata, la situazione è ingestibile”

Direttamente da Sochi, Giovanni Malagò, dirigente ed ex calciatore, ha rilasciato, nei giorni scorsi, alcune dichiarazioni rispetto alla questione della discriminazione negli stadi e rispetto agli ultimi provvedimenti adoperati in materia: “La norma sta creando una situazione ingestibile. Coloro che hanno voce in capitolo devono discuterne e studiare una soluzione a un problema ormai diventato imbarazzante”

Malagò, che vede questi accadimenti come un fenomeno preoccupante,vorrebbe correre ai ripari: “Vero, le regole in corsa non si cambiano. Ma la modifica che abbiamo fatto, che pure riteniamo valida (la famosa «dimensione e percezione reale del fenomeno» , ma anche individuazione dei settori, per evitare la repentina chiusura dell’intero stadio, ndr) ,evidentemente non bastaSiamo per le squalifiche ad personam, non a settore”. Obiettivo dunque ambizioso che di sicuro potrebbe portare al suo seguito polveroni di portate epocali”.

Le dichiarazioni proseguono: “Sì, dobbiamo fronteggiare l’emergenza e per farlo serve una giustizia chirurgica: abbiamo mezzi tecnologici all’avanguardia, negli stadi ci sono telecamere ad alta definizione che permettono di individuare eventuali reati commessi da un singolo individuo. C’è la tessera del tifosi, i biglietti nominali, insomma, ci sono gli strumenti per individuare con certezza i responsabili di ogni coro. Che sono, lo devo ricordare, la minoranza dei tifosi veri che ogni settimana affollano gli stadi e parliamo di quasi 250mila a domenica”.

A seguito dell esternazioni di Malagò, arriva la replica del Presidente della Lega, Maurizio Beretta che, evidentemente, ha accolto le dichiarazioni del dirigente come un chiaro segnale di un cambiamento necessario, prendendo posizione nei confronti di questo fenomeno in maniera netta: “La sanzione generalizzata è una sanzione ingiusta se estesa a tutto un settore. Adesso si parla della Roma, prima abbiamo parlato della Lazio, poi del Milan, dell’Inter. Insomma, il problema è diffuso. Ma in ognuna di queste situazioni hanno pagato anche tifosi che non c’entrano nulla. E questo non si può accettare. Bisogna individuare e punire chi si rende responsabile di atti contro il sentire civile, bisogna essere estremamente fermi e duri. Ma è sbagliato penalizzare in maniera così dura tutti gli altri. Ecco perché bisogna rivedere l’apparato sanzionatorio attualmente in vigore. Per cominciare adesso quello che dovrà essere modificato per la prossima stagione”.

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