Tevez, Osvaldo e Pogba: da bad boys a bravi ragazzi con la maglia della Juve

“Ha le capacità, ma non si applica.” E’ la frase tipica che usano i maestri e i professori per descrivere l’atteggiamento di uno studente svogliato. Nel calcio invece, si potrebbe dire “E’ forte ma ha un brutto carattere”.

Gli esempi di calciatori che hanno visto tramontare la propria carriera per dei comportamenti non ammissibili sono tantissimi e stanno aumentando ancora di più: forse la nuova generazione è cresciuta con un’educazione meno rigida rispetto a quelle passate?

Prendiamo ad esempio Mario Balotelli o Antonio Cassano: il primo conta quasi più cartellini che gol, il secondo invece non ha potuto sfondare in una grande squadra proprio a causa del suo brutto carattere. La Juventus negli ultimi anni si è distinta per aver rimesso in carreggiata parecchie “teste calde” ed è proprio nei riguardi della Vecchia Signora che Cassano rilasciò alcune scottanti dichiarazioni: “Alla Juventus vogliono i soldatini!”.

E’ evidente che per l’attaccante del Parma la storia non è stata maestra di vita. Appartenere ad una grande società come la Juventus implica un comportamento professionale da parte dei suoi giocatori e questo lo si nota anche e soprattutto dal cambiamento attitudinale riscontrato in alcuni calciatori acquisiti dalla Juventus nel corso degli anni: un esempio eclatante è quello di Carlos Tevez che al Manchester City aveva spesso un atteggiamento litigioso anche nei confronti del tecnico al punto di essere stato messo fuori squadra per un periodo.

Arrivato in bianconero e grazie alla “cura Conte”, la quale ha avuto un riscontro positivo anche su Pogba, uno dei più rissosi fra le giovanili del Manchester United; l’apache ha assunto un comportamento esemplare.

Il tecnico bianconero spera ora di riuscire a migliorare anche l’atteggiamento di Pablo Osvaldo, ultimamente squalificato per aver rifilato un pugno in allenamento ad un suo compagno di squadra. L’ex attaccante della Roma già sta facendo progressi allenandosi con serietà e costanza.

La Juventus quindi si distingue non solo per essere un club tra i più prestigiosi in Italia e in Europa, ma anche per la sua capacità di fungere da scuola di vita, da esempio di umiltà e serietà sia dentro che fuori dal campo. Insomma, alla Juventus i bad boy diventano good boy e il gruppo, sempre più compatto attorno al proprio allenatore, ottiene successi e vittorie.