Top e Flop della 25esima giornata: bene Tevez e il Milan, malissimo i media

Il 25esimo turno del massimo campionato italiano si chiude tra le polemiche incontrollate (e a tratti inopportune e inappropriate) di una parte del mondo calcistico e non solo. Alla sbarra mediatica c’è finita come sempre la Juventus di Antonio Conte, rea di aver vinto la tredicesima partita consecutiva davanti al pubblico dello Stadium, aver raggiunto quota sessanta centri in campionato e soprattutto essersi portata a casa l’ennesimo Derby della Mole.

Sugli altri campi invece brilla la stella del Milan di Seedorf corsaro al Ferraris contro la peggior Sampdoria dell’era di Siniša Mihajlović, mentre l’Inter di Mazzarri si ferma ancora una volta davanti al pubblico di casa, stavolta grazie alla splendida prestazione del Cagliari e del suo portiere Avramov.

Ecco i top e i flop della 25esima giornata di Serie A:

TOP

1- CARLOS TEVEZ: L’Apache bianconero è sempre più trascinatore della sua squadra, stavolta nelle vesti di goleador spietato e matador del Toro. Il gol che alla mezz’ora del primo tempo sblocca il match dello Stadium ha fatto il giro del mondo, lasciando a bocca aperta tutti gli spettatori. Chissà cosa staranno pensando tutti coloro che a inizio stagione gli davano dell’obeso.

2- STEFAN RADU: Il difensore biancoceleste regala tre punti fondamentali a Reja fornendo una prestazione impeccabile insaporita dall’eurogol che rompe il ghiaccio e dal cross insidioso che induce Paolo Cannavaro all’autorete che fissa il risultato di Lazio-Sassuolo sul 3-2. In una serata in cui tutto l’Olimpico contestava in maniera poco velata il presidente Lotito, il romeno ha saputo prendere in mano la squadra e condurla al successo.

3- IL MILAN DI SEEDORF, che parla sempre più marocchino: splendida prestazione da parte del gioiellino Taarabt e del difensore ex Valencia Adil Rami. La Sampdoria regge solamente dodici minuti, poi i “diavoli” rossoneri (orfani di Balotelli) salgono in cattedra e vincono la partita.

4- LA ROMA, che ha scelto forse l’anno sbagliato per mostrare al mondo intero le sue indiscutibili qualità: espugnare il Dall’Ara non era semplicissimo, eppure i giallorossi ci sono riusciti continuando il tête-à-tête a distanza con la Juve. Conquistare 57 punti in 24 gare ti permetterebbe di essere primo in classifica in qualsiasi campionato del pianeta, ma in Italia c’è la Juve che di punti ne ha conquistati addirittura 66.

5- EMANUELE CALAIO’: l’ex di turno con la sua punizione tecnicamente ineccepibile e balisticamene perfetta ha regalato un punto d’oro al suo Genoa, ma soprattutto ha ripagato la fiducia di Gasperini che nella ripresa aveva rinunciato anche al suo bomber Gilardino.

Emanuele Calaiò Napoli-Genoa

FLOP

1- I MEDIA, troppo impegnati a processare l’arbitro Rizzoli (secondo alcuni in malafede) per spiegare agli italiani che gli errori aribitrali non andavano affatto a senso unico nel Derby di Domenica Sera: se El Kaddouri può recriminare sul rigore non assegnatogli dopo il contatto in area con Pirlo (anche se, caro Omar, di solito si casca giù dopo il contatto, non dopo aver fatto altri due passi ed essersi accorti di aver perso il pallone), Fernando Llorente può rammaricarsi per un penalty negato dopo una trattenuta poco elegante di Kamil Glik. Che sia per scelta o per caso, del rigore che manca alla Juve non ne ha parlato (quasi) nessuno.

2- IL NAPOLI, ancora una volta capace di fare “harakiri” davanti al proprio pubblico contro una squadra che sulla carta sembrava alla portata. Il guizzo di Higuain al diciottesimo minuto regala un’effimera gioia ai sostenitori partenopei, ma nei minuti successivi il Genoa cresce e comincia a uscire fuori dal guscio, sfiorando in diverse occasioni il gol del pari con l’impreciso Konaté. Calaiò darà poi il colpo di grazie ai sogni di tricolore della banda Benitez.

3 – GLI STRISCIONI ANTI-SUPERGA APPARSI ALLO STADIUM, una vera e propria vergogna per una società che si è sempre contraddistinta per serietà e rispetto dell’avversario. Le tragedie non hanno colore, e la becera dicitura “Quando volo penso al Toro” è oscena tanto quanto i “-39” esposti in passato da alcuni tifosi viola e napoletani. Ma anche in questa occasione i media hanno preferito puntare il dito solo ed esclusivamente contro il tifo bianconero, lasciando in secondo piano le infamanti offese contro i caduti dell’Heysel.

4- IL LIVORNO, che spreca il match point casalingo contro un Verona abbondantemente salvo, gettando via la possibilità di dare un sostanziale seguito all’inaspettato successo ottenuto in terra sarda la scorsa settimana. La strada della salvezza, per gli amaranto, passa soprattutto dal Picchi.

5- DIEGO MILITO, ormai un lontano parente di quel “Principe” che ha regalato la gioia del Triplete ai sostenitori nerazzurri. Poco attento, poco freddo, poco veloce, insomma, poco funzionale ad una squadra che avrebbe bisogno delle sue giocate.