Top e Flop della 27esima giornata: bene Asamoah e Cassano, male Lazio e Milan

Il 27esimo turno di Serie A non regala verdetti ma sicurezze: la Juventus sconfigge la Fiorentina, si vendica del 4-2 dell’andata e comincia lentamente ad allungare le mani sul terzo tricolore di fila (facendo i dovuti scongiuri); la Roma cade per la seconda volta in campionato, arrendendosi ad un Napoli poco bello, molto fortunato e spaventosamente cinico; il Milan conferma il suo anno “no” (anche se a molti piace dire “anno di transizione“) mentre l’Inter conquista tre punti fondamentali in ottica Europa League superando di misura il Torino tra le mura amiche.

Tra le piacevoli sorprese della settimana non poteva non figurare Gabriel Paletta, difensore del Parma fresco di convocazione in Nazionale, che Mercoledì sera ha offerto una prestazione degna di nota al “Vicente Calderon” contro i “marziani” spagnoli di Mister Del Bosque. L’ex centrale del Boca Juniors si candida di diritto a una chiamata per i mondiali verdeoro ormai imminenti.

Ecco i top e i flop della 27esima giornata di Serie A:

TOP

KWADWO ASAMOAH: il ghanese fornisce una prova da dieci e lode nel delicatissimo scontro con la Fiorentina, si destreggia con sicurezza sull’out di sinistra e al 42′ minuto di gioco realizza l’eurogol che permette alla Juventus di superare i rivali viola. Per lui si tratta del secondo centro in campionato dopo il gollasso realizzato il 16 febbraio contro il Chievo: corre molto, segna poco, segna bene.

ANTONIO CASSANO, sempre più uomo cardine di un Parma che non vuol smettere si sognare. I ducali superano il Verona al Tardini grazie alle reti di Biabiany e Schelotto, ma soprattutto grazie alle giocate di un “Fantantonio” che sembra essere tornato quello dei vecchi tempi. E pensare che l’Inter lo ha lasciato andar via per la metà di Belfodil…

LA SAMPDORIA DI MIHAJILOVIC, capace di rimontare i due gol di svantaggio e vincere una partita che al 45′ minuto sembrava ormai persa. I blucerchiati vanno a mille all’ora e la salvezza sembra ormai essere cosa fatta, grazie soprattutto all’ex tecnico del Catania che ha saputo restituire smalto e motivazioni a una squadra che aveva ormai perso il bandolo della matassa.

LO STRISCIONE APPARSO A SAN SIRO che recitava “Supega, Heysel…rispetto per i morti“, presumibilmente esposto non dagli stessi “tifosi” nerazzurri che qualche anno fa, sempre nell’impianto meneghino, infangarono i morti dell’Heysel parlando di acciaio scadente.

FLOP

IL MILAN: finiti gli effetti iniziali della cura Seedorf i rossoneri hanno ritrovato i vecchi “acciacchi”, palesando una nitida mancanza d’identità, una scarsa organizzazione difensiva e una “Balotelli-dipendenza” (ad esclusione del successo di Marassi con la Samp) che non lascia ben sperare. L’Europa si allontana.

LA LAZIO, timida e rinunciataria in un Olimpico deserto, ancora una volta per protesta contro la gestione societaria di Claudio Lotito. I biancocelesti, orfani di un Candreva che dopo 64 minuti di quasi anonimato rimedia un doppio giallo per simulazione, cadono in casa contro l’Atalanta e compromettono la corsa al quinto posto.

BOLOGNA-SASSUOLO: il derby della paura termina con uno 0-0 scialbo e privo di emozioni, che di certo non riesce a migliorare la classifica delle due squadre coinvolte nella lotta per la salvezza. Unica nota positiva il ritorno all’attivo del Sassuolo, che dopo 7 sconfitte consecutive e la parentesi Malesani torna a conquistare un punto.

IL LIVORNO, protagonista di un vero e proprio harakiri sportivo al Ferraris contro la Samp: il primo tempo si chiude con uno 0-2 che sa di blitz, ma nella ripresa i toscani dimenticano come si gioca a calcio e prendono 4 gol. La prossima settimana le 4 concorrenti per la salvezza si incontrano tra di loro, arrivarci dopo aver subito una rimonta del genere è un pò come partecipare al mondiale di Formula Uno con l’Apecar.

NAPOLI-ROMA: a discapito delle rosee aspettative lo scontro tra la seconda e la terza forza del campionato lascia delusi un pò tutti, tranne, ovviamente, i tifosi del Napoli. Poche le emozioni, troppa la paura di scoprirsi e a farne le spese è come sempre lo spettacolo. Per la Roma doppia beffa: oltre alla partita, Garcia perde anche Strootman, che sarà costretto a rimanere lontano dai campi di gioco per nove mesi. In bocca al lupo Kevin.

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