Trapattoni lascia l'Irlanda: sarà il successore di Prandelli in Nazionale?

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” cantava Antonello Venditti in “Amici mai”. Amori che finiscono bene o male, hanno un loro termine ma non svaniscono mai, lasciano sempre uno spiraglio al cuore per continuare a sperare, un passo indietro, un ritorno, spesso succede negli amori che non sono mai finiti del tutto.

Il 4 Settembre Cesare Prandelli ha annunciato quello che tutti si aspettavano, lascerà l‘Italia dopo il Mondiale. Era nell’aria, Prandelli lascia una Nazionale che è in netta crescita, basta pensare che la prese da Marcello Lippi che aveva fatto una brutta figura ai Mondiali 2010 e l’anno scorso l’ha portata a giocarsi la finale dell’Europeo contro la Spagna pluricampione.

Giovanni Trapattoni

Con la qualificazione mondiale in tasca con due giornate d’anticipo (un altro record) l’allenatore ex Fiorentina adesso pensa solo al Mondiale e poi quel che sarà del suo futuro si vedrà, l’Italia deve arrivare pronta al Mondiale per non sfigurare.

Il futuro dell’Italia però dopo il Mondiale è incerto, o quasi. Negli ultimi giorni hanno girato attorno alla rosa azzurra i nomi dei vari: Conte, Mancini, Ranieri o Spalletti; di questi solo l’ex allenatore del City è libero mentre gli altri siedono su panchine di club e soprattutto Conte ha smentito la notizia dicendo di voler rimanere alla Juventus.

Le qualificazioni mondiali hanno riservato anche qualche sorpresa, ad esempio la sconfitta dell’Irlanda contro la Svezia e l’Austria e la successiva rescissione contrattuale dell’allenatore della Nazionale irlandese, Giovanni Trapattoni.

Roberto Mancini

Ecco che riecheggia di nuovo nell’aria la canzone del mitico Antonello: certi amori non finisco e quello del Trap per la sua Nazionale non è mai svanito, spesso ha affrontato gli azzurri e l’ha anche affermato che con il cuore è sempre legato alla sua nazionale.

L’allenatore di Cusano Milanino ha affermato di aver lasciato l’Irlanda ma non il calcio e se fosse lui il successore di Prandelli? Se Abete decidesse di affidare a lui le chiavi della nostra nazionale? Sarebbe un ritorno clamoroso, un ritorno al passato, e che passato!

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