Ultime notizie: Andrea Pirlo, "sogno di tornare a Brescia"

Il mestiere del calciatore implica una buona dose di imparzialità, quella che ti fa esultare anche quando segni una rete alla tua squadra del cuore indossando magari i colori dei tuoi peggiori rivali. C’è passione e passione. Passione per il lavoro, per un sogno che hai inseguito sin da bambino: quello di diventare un calciatore. E poi la passione per dei colori che ti si cuciono addosso e che non abbandonerai mai.

Questo vale per ogni calciatore. Questo vale per Andrea Pirlo, il maestro, il professore o come volete chiamarlo. Giocatore di innata classe e fantasia, di grande serietà e nessun eccesso (se non di maestria in campo) che da due stagioni è diventato guida silenziosa del centrocampo bianconero e elemento fondamentale della Nazionale Italiana accanto a due altri famosi bresciani: Mario Balotelli e Cesare Prandelli. Si dice che il primo amore non si scorda mai e un grande campione come Andrea Pirlo ha il Brescia nel cuore.

Andrea Pirlo

Originario di Flero in provincia di Brescia, dove con il padre gestisce un’azienda vinicola, Andrea Pirlo esordì in serie A nel 1995 a soli sedici anni con la maglia del Brescia con cui giocò fino al ’98 e in cui ritornò nel 200o, dopo essere stato ingaggiato da Inter e Reggina, giocando con Roberto Baggio.

Le rondinelle rappresentarono un vero trampolino di lancio per Andrea Pirlo che dopo la breve parentesi nerazzura si trasferì al Milan dove rimase per dieci lunghi anni vincendo tutto ciò che un giocatore sogna di vincere. Nel 2011 la Juventus lo acquisì a parametro zero dandogli tutta quella fiducia che a Milano sembrava venire meno, la stessa fiducia che potrebbe portare il giocatore a firmare con la Vecchia Signora per un altro anno.

A quasi vent’anni dal giorno del suo esordio con la V sul petto, Andrea Pirlo ha rilasciato una breve intervista ad un quotidiano bresciano dichiarando di voler tornare un giorno a Brescia, se non come giocatore, per dare una mano fuori dal campo al presidente Gino Corioni e siamo certi che tutto il pubblico del Rigamonti non potrebbe che essere felice e orgoglioso di poterlo accogliere nuovamente.

 

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