Verona-Inter 0-2: Analisi del match al Bentegodi

L’Inter, nell’anticipo di iera sera in trasferta contro il Verona, è uscita dal Bentegodi con un ottimo 2-0 e i 3 punti in tasca frutto della grande prestazione di tutta la squadra, come ribadito nel post gara anche dal mister Walter Mazzarri. A segno Rodrigo Palacio, fresco di rinnovo e sempre fondamentale, e Jonathan che ha ritrovato la forma migliore di inizio stagione.

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Ma i nerazzurri di ieri sono sembrati, non solo ritrovati fisicamente e nei singoli, ma soprattutto hanno mostrato finalmente una solidità e una sicurezza di squadra che poche volte si erano viste in questa stagione. La Beneamata veniva inoltre, non considerando la trasferta di Firenze, da sette partite esterne senza vittorie in quello che era culminato poi con il massimo periodo buio.

Poi dopo il 2-1 al Franchi, l’Inter pian piano ha trovato la sua dimensione e la sua compattezza tra i reparti. È risultato decisivo in tal senso il centrocampo che ha visto nel recupero dei giocatori con maggiore esperienza, tecnica e qualità e soprattutto con un Hernanes in più la chiave per riuscire a far male agli avversari. Il ritrovato impiego di Guarin che garantisce solidità e dinamismo, il fosforo di Cambiasso fondamentale davanti la difesa e come playmaker basso per far ripartire le azioni, la grande tecnica di Hernanes che unisce dribbling e conclusione da fuori con entrambi i piedi certificano che l’Inter ha realmente un centrocampo forte.

A questo si unisce il buon rendimento della difesa che anche ieri con Ranocchia e Rolando ha fatto molto bene, annullando Toni e limitando al minimo le azioni di Iturbe. Il resto lo fanno là davanti quel signore con la treccina che non sbaglia mai un pallone, lotta si sacrifica e fa anche gol, e l’argentino Icardi che sta facendo il centravanti per davvero – la traversa di testa di ieri lo testimonia, ndr -, mettendo in crisi le difese avversarie.

Inoltre il ritrovato apporto sulle fasce di Jonathan, in odore addirittura di nazionale – cose da pazzi pensando alla scorsa stagione -, che con le sue continue accelerazioni e dribbling crea sempre situazioni pericolose da maggior manforte alla manovra. Buono l’esordio dal primo minuto di D’Ambrosio che sostituiva un acciaccato Nagatomo. L’esterno di provenienza Toro ha fatto bene agendo in particolare nella fase difensiva.

Mazzarri non può far altro che sorridere, sperando nello sprint di fine campionato con un occhio sempre fisso al Napoli distante 8 punti e a quel terzo posto che significherebbe preliminare di Champions League. Il mister livornese se lo avesse pensato qualche settimana fa sarebbe stato additato come un pazzo. Adesso invece sognare è lecito.

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